Covid in Toscana: regione in emergenza, rischio collasso

Toscana, regione Covid ‘arancione’

Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 33 morti e 2.244. I ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.776 (76 in più rispetto a ieri, +4,5%), 234 in terapia intensiva (8 in più rispetto a ieri, +3,5%). I guariti complessivamente sono 19.116 (1.178 in più rispetto a ieri, +6,6%), come riposrtato da fonti Ansa.

Le misure restrittive disposte dal Dpcm firmato in data 3 novembre sembrano avere durata estremamente limitata. In meno di una settimana, è aumentato il numero di regioni arancioni: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. In quest’ultima tra i reparti sanitari si scatena allarmismo crescente. In giornata, l’Ordine dei medici di Firenze si è unito “all’appello della Federazione Nazionale” manifestando la necessità di chiusura totale e ritorno a lockdown. Ha dichiarato “senza una chiusura generalizzata come quella di marzo non possiamo andare avanti. I numeri dei decessi, dei ricoveri in ospedale e dell’occupazione delle terapie intensive, non ci danno alternativa. Rischiamo il collasso del sistema”. A confermare la gravità della situazione, la chiusura durante questo pomeriggio dell’ospedale di Pistoia a causa dei troppi pazienti. All’improvviso, peggioramento della situazione, le istituzioni tentano una risposta immediata. La Regione ha rivolto maggiore attenzione all’area Firenze Prato e Pistoia.

“Stiamo facendo un lavoro certosino di individuazione di spazi da trasformare in luoghi di degenza”, rassicura il presidente della regione Eugenio Giani che ha firmato un’ordinanze secondo cui l’ex polo start up di Prato disporrà di 500 nuovi posti letto Covid per pazienti a medio-bassa gravità.

Nei prossimi giorni, alle 114 squadre Usca, costituite nelle tre aree sopra citate, ne verranno aggiunte altre 36, per un totale di 140 come ha dichiarato l’assessore Simone Bezzini.

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