Intervista Esclusiva | Corrado Zunino de La Repubblica: Il concorso straordinario non doveva proprio partire

Oggi abbiamo intervistato un giornalista de La Repubblica”, esperto di scuola: Corrado Zunino.

Zunino, grazie intanto per questa intervista. Per entrare subito nel vivo della nostra conversazione, vorremmo chiederti alcune cose in esclusiva per Istituzioni24.it.

Corrado come giornalista, sono dieci anni che scrivi articoli sul mondo della scuola, quali tangibili cambiamenti puoi raccontarci?

“Segnalo un cambiamento e un non cambiamento che, quest’ultimo, zavorra l’intero sistema. Parto dal non cambiamento: nessun governo degli ultimi otto che ho visto all’opera, in questi dieci anni di lavoro, ha trovato un modo coerente, graduale, continuativo per reclutare docenti e verificarne qualità e impegno. Ci ha provato la Buona scuola, ma la fine rapida anche di quell’esperienza di governo – Renzi premier e al ministero Giannini – ha depotenziato la portata dell’azione, comunque utile e positiva, della Legge 107. Per il resto, tagli – Gelmini -; tentativi di recupero – Fedeli -; marchette a precari di riferimento – Bussetti -; accordi che non hai avuto il tempo di rispettare – Fioramonti -; scelte estemporanee e senza logica – Azzolina -. Il cambiamento in positivo che vorrei sottolineare, questo avvenuto nelle ultime sei stagioni, è la crescita delle avanguardie scolastiche, scuole proiettate nel futuro che applicano metodi di insegnamento innovativi, fruttuosi, e che ho visto nascere a Genova nel 2014. Erano trentadue, allora, oggi sono 1.175: 322 al Nord, 276 al Centro e ben 577 al Sud. Le avanguardie sono un ottavo delle scuole italiane e frequentano “la classe capovolta”, il “debate”, lavorano sull’Informatica e ora anche sull’Intelligenza artificiale. Mentre Azzolina passa la giornata a scontrarsi con i precari, i sindacati e i numeri dei contagi, ci sono dirigenti scolastici e insegnanti che spingono in avanti questo Paese”.

“Numeri azzardati, oggi non si può dire che la scuola sia al sicuro”, così hai intitolato un tuo articolo per il sito di Repubblica il 6 ottobre. Qual è il tuo punto di vista su questa drammatica situazione?

“Consegnare all’opinione pubblica numeri falsi, per ignoranza o malafede, è un atto grave. Dire, come ha detto la Azzolina, “ci sono solo due studenti contagiati ogni diecimila quindi le scuole sono sicure”, e parliamo d numeri di un mese fa, è un atto irresponsabile che dimostra l’inadeguatezza di chi guida il ministero dell’Istruzione. Bastava fare un confronto con i numeri del resto del Paese, inferiori a quel due ogni diecimila riferito agli studenti, per capire che la situazione non era come la ministra raccontava. Dopo i pezzi sui numeri azzardati di “Repubblica” e alcuni sullo stesso tema scritti da “Domani”, Azzolina ha consegnato i suoi report settimanali all’Istituto superiore di sanità. Che ha smesso di dirci quanti docenti, ammnistrativi e studenti positivi ci sono nelle scuole”.

Volevo chiederti una considerazione sul più discusso concorso della scuola, parliamo del concorso straordinario. Si poteva sospendere prima?

“Non doveva proprio partire, una ministra con senno non l’avrebbe fatto partire. Così Azzolina e il suo tutor, Marco Max Bruschi, hanno messo a rischio 38 mila precari della scuola, hanno garantito nuova circolazione del virus nel Paese e ancor più rallentato l’arrivo di docenti in cattedra”.

Poteva tramutarsi da subito in un concorso per titoli e servizi ?

“Quest’anno sì. C’era stato un accordo politico, che era partito con il ministro Bussetti e aveva trovato una sintesi con Fioramonti. C’era la pandemia, uno e due. C’era la necessità di portare già da settembre docenti in cattedra. Nessuna visione, nessuna capacità di riflessione”.

Infine, Corrado, volevo discutere con te sull’accanimento ideologico dell’attuale ministra dell’Istruzione nei confronti dei precari e delle sigle sindacali e le associazioni. Conosci da anni questo tortuoso mondo della scuola, che porta con sé tante criticità, dal problema atavico del precariato, al sistema di reclutamento fino alle questioni di edilizia scolastica. Secondo te, la ministra Lucia Azzolina è adatta a questo delicato ruolo, soprattutto in un momento così particolare per il nostro Paese? Possibile non riesca a placare gli animi e tentare una mediazione e provare a fare anche dietrofront su determinate situazioni?

“Non è adeguata, l’abbiamo già detto. Si muove per emotività e ripicche, pessimo modo di fare politica. In questa fase storica è diventata anche una ministra pericolosa, per le ragioni che abbiamo detto prima. Fa impressione come da sindacalista, perché Azzolina è stata responsabile Anief in Lombardia, abbia chiesto l’assunzione dei precari tout court, in maniera francamente irrealizzabile, abbia continuato in questo ruolo da deputata e, diventata ministra, abbia capovolto la sua politica. Uno degli esempi dell’instabilità, e della scarsa trasparenza, di questo soggetto politico diventato ministra”.

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