Vienna, “attacco terroristico” dietro alla sparatoria

Lunedì sera, diversi uomini armati di fucili hanno coordinato, un attacco a Vienna, nel cuore dell’Austria e  dell’Europa. Almeno 3 persone morte, e circa 15 feriti, i dati parlano chiaro.

Secondo quanto riporta il giornale “Der Falter“, l’autore dell’attacco terrorista, era un ventenne nato a Vienna, di origini albanesi, già conosciuto ai servizi segreti austriaci. A detta degli 007 della capitale, l’attentatore faceva parte di un gruppo di  90 islamisti austriaci, che  aveva manifestato l’intenzione di recarsi in Siria.

In un tweet è intervenuto anche il giornalista di Falter, Florian Klenk, per precisare l’identità dell’assalitore, di nome Kartin S. , i cui genitori provengono dalla Macedonia del Nord e che non presenterebbero inclinazioni a tendenze islamiste.

“Ripugnante atto terroristico” elaborato in “modo molto professionale”, queste  le  parole del cancelliere Sebastian Kurz. Il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, ha invitato l’intera collettività a rimanere in casa, esortando a non portare  i bambini a scuola. “È il giorno più complicato per l’Austria da molti anni. La situazione è molto, molto difficile. Quello che succederà martedì dipende da quanto accade stanotte. Se potete, rimanete a casa ed evitate il centro della città”, secondo quanto ha enunciato.

Un testimone oculare citato dall’emittente ORF dichiara “Sembravano petardi, poi ci siamo resi conto che si trattava di spari”. Sempre, alla stessa emittente ha parlato l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, dichiarando “L’odio non può essere la risposta. L’odio porta altro odio”. “E’ necessario trovare una pace interiore per comunicare con i fedeli senza andare nel panico”, aggiunge il cardinale e dice- “questa notte ho ricevuto molti messaggi, sms, fedeli che mi dicevano di pregare per Vienna e per l’Austria. Queste sono le forme di solidarietà positive di cui abbiamo bisogno”.

“Noi da tempo dobbiamo rispettare delle distanze, ma questo non vale per i nostri cuori”, esordisce alla fine, invitando alla popolazione ad una maggior solidarietà.

Almeno uno degli assalitori è stato ucciso, ma l’altro è ancora  in fuga.

Gerhard Puerstr, capo della polizia austriaca, ha dichiarato “sono ore difficili per Vienna e per l’Austria”, e ringrazia per la collaborazione tutte le forze della sicurezza.

Su Twitter, la polizia ha chiarito che sono state eseguite delle  operazioni di perquisizione a casa dell’attentatore che è stato ucciso, sottolineando che la cintura esplosiva con la quale è stato trovato il terrorista era un falso.

Secondo le autorità, l’uomo in fuga è  pesantemente armato e altamente pericoloso. Sono state coordinate delle operazioni, congiuntamente ai reparti dell’antiterrorismo, dagli agenti Vega e Cobra, che stanno rastrellando la capitale a caccia del fuggitivo. Sono stati creati posti di blocco, vengono controllati i confini austriaci e sono state attivate le forze speciali dell’esercito, Jagdkommando, che hanno assunto la sorveglianza di edifici pubblici per liberare gli agenti della polizia che erano dislocati nei luoghi sensibili.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha twittetato cosi “Noi francesi condividiamo lo shock e il dolore del popolo austriaco, colpito questa sera da un attentato nel cuore della loro capitale, Vienna. Dopo la Francia, viene attaccato un nostro amico. Questa è la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare”.

 

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