Intervista Esclusiva | Pisani (CNG): “I giovani di oggi sono il vero motore sociale”

“Le giovani generazioni chiedono, infatti, un ampio coinvolgimento in tutti i processi decisionali per non essere semplicemente soggetti destinatari, ma protagonisti attivi delle scelte”. Con queste parole, Maria Cristina Pisani presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, nell’intervista esclusiva rilasciata ad isttuzioni24.it, ha evidenziato la necessità di rendere partecipe i giovani  nelle decsioni di politiche pubbliche che li riguardano, in particolar modo per affrontare le problematiche ed esporre le proprie esigenze e proposte in ambito lavorativo e del Terzo Settore.

E proprio sull’importanza di sostenere il Terzo Settore afferma che: “…lavoreremo perché il Decreto Ristoro venga modificato con una previsione di sostegno anche alle associazioni, particolarmente colpite dall’emergenza della pandemia e che offrono, ogni giorno, un importante contributo non solo all’economia del Paese, ma anche alla nostra coesione sociale”.

 

Dottoressa Pisani, Lei è il Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, ma cosa è e da chi è composto?

“Il Consiglio Nazionale dei Giovani è l’organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, incaricato di rappresentare le istanze delle giovani generazioni presso le Istituzioni in merito ai provvedimenti che interessano i giovani e più in generale le politiche giovanili. È stato istituito con la legge 145/2018 e l’Assemblea costituente si è svolta il 1 marzo 2019.

Ad oggi fanno parte del CNG più di 80 associazioni giovanili nazionali di diversi ambiti: terzo settore, sindacati, categorie professionali, giovanili di partito, religiose, sportive, universitarie e studentesche. Oltre al Consiglio di Presidenza, le associazioni partecipano attivamente attraverso i loro rappresentanti delegati all’Assemblea Generale, che è il più alto organo decisionale, e alle Commissioni tematiche, che approfondiscono diversi settori delle politiche pubbliche”.

Attraverso quali strumenti può agire?

“Come definito dalla nostra legge istitutiva, il CNG svolge l’attività primaria di consultazione presso il Presidente del Consiglio dei Ministri o l’Autorità politica delegata su materie e politiche che abbiano impatto sulle giovani generazioni. Esprimiamo, inoltre, pareri e formuliamo proposte su atti normativi di iniziativa del Governo su materie che interessano i giovani, collaboriamo con le Amministrazioni pubbliche elaborando studi e predisponendo rapporti sulla condizione giovanile, utili a definire le politiche pubbliche. Ci è affidato inoltre l’importante compito di promuovere il dialogo tra le istituzioni, le organizzazioni giovanili e i giovani, favorendo il superamento degli ostacoli alla partecipazione dei giovani ai meccanismi della democrazia rappresentativa, e sostenendo dunque l’attività delle associazioni giovanili, la creazione e il mantenimento di reti tra le stesse. Il CNG agisce, inoltre, attraverso i suoi canali di comunicazione per diffondere eventi, assemblee, meeting e progetti e in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, nostro interlocutore primario”.

Presidente Pisani, quale iniziative di rilievo ha portato avanti il CNG?

“Nonostante il Consiglio abbia iniziato il suo lavoro solo nell’ottobre del 2019, in seguito a una lunga fase costituente e di transizione dal Forum Nazionale dei Giovani, abbiamo svolto diverse attività, dall’analisi della legge di Bilancio per il 2020 al sostegno ai giovani e alle organizzazioni giovanili durante la fase di lockdown di questa inaspettata crisi. In particolare lo scorso marzo, a seguito dell’emanazione del decreto “Cura Italia” da parte del Governo, abbiamo presentato 13 proposte, molte delle quali sono state poi accolte nell’ambito del successivo decreto “Rilancio”. Grazie all’invito del Presidente Conte abbiamo poi partecipato agli Stati Generali dell’Economia lo scorso giugno, proponendo alcuni interventi a sostegno delle giovani generazioni, a partire dalle tante difficoltà emerse a seguito della crisi sanitaria. Siamo orgogliosi di questo invito, poiché per la prima volta i giovani italiani hanno trovato voce in un tavolo istituzionale, partecipando ad un incontro fondamentale per elaborare idee e progetti a supporto del rilancio del Paese. E proprio grazie a questa opportunità e alla disponibilità del Ministero dell’Economia, subito dopo abbiamo iniziato a lavorare insieme a tutte le nostre associazioni al Piano Nazionale per i Giovani”.

Il CNG ha presentato il Piano Nazionale per i Giovani al Governo, quali sono le proposte?

“Ci tengo anzitutto a sottolineare l’enorme lavoro svolto in questi mesi per la stesura del Piano Nazionale per i Giovani che punta ad offrire al Governo un indirizzo puntuale e condiviso sulle politiche pubbliche da adottare per le giovani generazioni, nella convinzione che la centralità dei giovani rappresenti il punto di partenza per un rilancio, in prospettiva sostenibile, del nostro Paese. Le giovani generazioni chiedono, infatti, un ampio coinvolgimento in tutti i processi decisionali per non essere semplicemente soggetti destinatari ma protagonisti attivi delle scelte. L’obiettivo è sicuramente ridare spazio e definire una nuova prospettiva per il mondo giovanile, per chiedere alle Istituzioni nazionali di stabilire piani pluriennali di politiche volte a raggiungere specifici obiettivi di sostegno alle giovani generazioni e per la crescita del Paese. In particolar modo, chiediamo un intervento legislativo organico sulle politiche giovanili, anche perché a causa della pandemia una nuova ondata di under 40 è pronta a emigrare. Per questo intendiamo lavorare per contrastare le rendite esistenti e impedire che molti di loro cumulino pensioni da fame a causa di carriere discontinue, part time involontari e salari bassissimi. Chiediamo nuove politiche economiche e previdenziali che abbiano una reale prospettiva sostenibile, anche perché rispetto alle generazioni di trent’anni fa i redditi dei giovani si sono ridotti del trenta per cento, mentre la ricchezza per gli over 50 è arrivata all’ottantanove per cento. Abbiamo poi elaborato alcune proposte nell’ottica di limitare i fenomeni migratori di giovani dalle aree interne e dal Mezzogiorno del Paese, per citarne soltanto alcune”.

Qual è la Sua posizione rispetto alla problematica giovanile del numero crescente dei NEET?

“I dati in merito ai NEET sono chiari: l’Italia è il primo Paese in Europa per giovani Neet con 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 19 anni non occupati né inseriti in un percorso formativo, il 22,2% dei nostri ragazzi a fronte di una media europea del 12,5%. Una condizione che non farà altro che aggravarsi con il tempo in assenza di investimenti mirati. Di questo abbiamo discusso anche con il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale perché soltanto riducendo queste percentuali possiamo creare coesione sociale.

Occorrere, insomma, un cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, un’attenzione ai giovani talenti, un investimento nelle loro competenze e un sostegno efficace nella loro formazione, nella creazione di nuova occupazione anche per le giovani donne che purtroppo vivono ancora in una situazione di emarginazione sociale, soprattutto nel Sud Italia”.

Dottoressa Pisani, qual è la Sua opinione sullo strumento della “Garanzia Giovani”?

“Se il rinnovo dei fondi per la Garanzia Giovani è sicuramente un dato positivo per il nostro Paese, occorre tuttavia precisare che, nonostante i progressi fatti dal 2014 con la nascita del progetto, molte cose restano ancora da cambiare. In Italia manca ancora la definizione di un coordinamento centrale che tenga conto delle diversità dei territori ma soprattutto delle diverse categorie incluse tra i NEET. Secondo i dati recenti, per la maggior parte di questi ragazzi terminato il proprio percorso, non sussistono certezze occupazionali. Per questo occorrerebbe mettere in atto programmi di orientamento strutturali, in ingresso, in itinere e in uscita dai percorsi scolastici superiori e universitari, anche mettendo a sistema gli attuali strumenti di monitoraggio delle carriere scolastiche, universitarie e lavorative e una piena integrazione con i sistemi di politiche attive del lavoro, con l’esplicitazione di indicazioni e obiettivi da raggiungere quanto al numero di giovani da inserire nei percorsi di formazione e lavoro, alle modalità di contatto e presa in carico, all’integrazione dei dati raccolti con le piattaforme informatiche per le politiche attive di carattere nazionale e regionale, alla realizzazione di piattaforme di incrocio di domanda e offerta di lavoro, alla formazione e qualificazione del personale impiegato nell’attuazione del programma. L’obiettivo principale dovrebbe essere quello di aiutare a spianare una strada per poter trovare più facilmente un’occupazione, ma purtroppo si rivela troppo spesso come l’ennesimo tirocinio, sottopagato, a cui molti giovani si rivolgono pur di non restare inattivi”.

Quant’è importante, secondo lei, il mondo dell’associazionismo per i giovani?

“Tantissimo. Per questo riteniamo fondamentale che le associazioni giovanili abbiano un ruolo centrale nei processi decisionali del Paese e nell’interlocuzione con le Istituzioni di tutti i livelli perché sono luoghi di aggregazione, inclusione, proposta. Per questo lavoriamo per creare un dialogo costante con i decisori politici in materia di politiche giovanili per rappresentare alle istituzioni le istanze delle ragazze e dei ragazzi. L’associazionismo giovanile può giocare un ruolo chiave nella ripresa del Paese, per questo è necessario che le istituzioni facciano la loro parte, continuando a sostenere tantissime realtà che rischiano di dover fermare le proprie attività per mancanza di fondi, soprattutto del Terzo settore. L’entusiasmo e il coraggio che contraddistingue i giovani saranno indispensabili per poter affrontare gli anni di crisi che inevitabilmente ci ritroveremo davanti. Per questo lavoreremo perché il Decreto Ristoro venga modificato con una previsione di sostegno anche alle associazioni, particolarmente colpite dall’emergenza della pandemia e che offrono, ogni giorno, un importante contributo non solo all’economia del Paese, ma anche alla nostra coesione sociale”.

Nel 2020 il mondo è stato colpito dalla pandemia da Covid 19, il ruolo dei giovani qual è, e soprattutto quale sarà per il post Covid 19 in Italia ed in Europa?

“I giovani di oggi sono il vero motore sociale e nonostante siano fortemente scoraggiati dal tempo storico che stiamo vivendo, sono continuamente alla ricerca di nuovi stimoli professionali per potersi integrare nelle proprie comunità. La disoccupazione giovanile, che già prima della pandemia costituiva una piaga sociale inaccettabile, registra oggi dati ancora preoccupanti. Questa crisi ha messo in luce la costante instabilità lavorativa che caratterizza i percorsi professionali e di vita dei giovani italiani. Basti pensare che chi si era impegnato in percorsi di studio, adesso si trova completamente senza alcun tipo di supporto per poter intraprendere una carriera lavorativa. Abbiamo davanti una società nuova, giovane e capace, che investe le proprie esigue risorse nella continua formazione. Oggi tutto questo è messo in discussione.  Pertanto abbiamo la responsabilità di elaborare politiche economiche efficaci e proposte immediatamente attuabili, come la diminuzione del costo del lavoro per stimolare le aziende a rinnovare la loro forza lavoro con nuove risorse”.

Presidente Pisani, un suo messaggio ai giovani affinché non si deprimano, cadendo nello sconforto, ma siano parte attiva della società in questo momento storico?

“Coraggio e speranza. Sono sicura che proprio in questo momento storico non occorra rassegnarsi, ma anzi dobbiamo fare molto di più per dare ancora spazio e voce ai giovani per costruire un futuro all’altezza delle loro aspettative. Per fare questo e individuare soluzioni perseguibili ai problemi, ci è richiesto un grande impegno nel fare rete con le diverse realtà giovanili per interloquire con efficacia con le istituzioni pubbliche e poi, ancora, rilanciare le nostre idee perché possano divenire la base per costruire nuove politiche pubbliche e progetti innovativi per un reale cambiamento del Paese”.

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