Neoborbonici querelano il professor Alessandro Barbero

Sono ormai quasi trent’anni che le battaglie culturali tra i neoborbonici e gli accademici cosiddetti “ufficiali” si fanno sempre più accese soprattutto circa i temi sulla cosidetta “questione meridionale”. Molti tra questi però negli ultimi dieci anni, davanti a prove storiche ed archivistiche sempre più credibili, hanno fatto enormi passi indietro abbracciando “le verità dei neoborbonici”, ricordiamo: Daniele, Fenoaltea, Ciccarelli, Malanima, Collet, Di Rienzo, De Matteo, Tanzi, Davis, il professor Gangemi ed altri, per non parlare di politici, studiosi, giornalisti e tantissime altri personaggi anche pubblici. Le battaglie culturali che attirano sempre tanti appassionati di storia dell’unità d’Italia e di Sud riguardano su un fronte, il professore napoletano Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, sull’altro il professor Alessandro Barbero, accademico piemontese specializzato in storia medievale, spesso presente in tv. I temi sono sempre gli stessi: “Come si è unito questo Paese? In che modo? Con la volontà di tutti i suoi cittadini? Con la pace e con gli “eroi” che i libri di storia ci hanno presentato?
Cliccatissimo è ormai lo scontro su Youtube tra il professor Barbero ed il prof. Gennaro De Crescenzo, a Bari il 5 dicembre 2012 nella libreria Laterza, in occasione della presentazione del libro “i prigionieri dei Savoia” edito proprio dal professore piemontese Barbero, specializzato in storia medievale.

Il video caricato sulla piattaforma pare sia stato cancellato e ricaricato più volte raggiungendo sempre numeri altissimi, questo è il link:

 

Di seguito il comunicato stampa del movimento neoborbonico sulla querela presentata al professor Barbero dopo gli attacchi sempre più palesi nei riguardi dell’associazione culturale:

Il Movimento Neoborbonico ha querelato Alessandro Barbero dopo alcuni recenti articoli e alcune sue recenti prefazioni.
Il docente piemontese di storia medioevale da qualche anno è impegnato in ricerche sulla storia risorgimentale e in particolare su Fenestrelle con la finalità di ridimensionare i drammi vissuti da migliaia di soldati delle Due Sicilie nella fortezza-lager sabauda.
Da lì una serie di vivaci confronti sulla questione meridionale, il tutto nei limiti del dibattito storiografico.
Nei testi in questione, però, Barbero, a proposito dei neoborbonici, dei loro libri e dei loro rappresentanti, parla di “scellerate fantasie, di reinvenzioni storiche, di false informazioni, di mezzi immondi, passioni violente e cattive azioni” evidenziando anche giudizi di carattere personale.
Se un tribunale lo giudicherà opportuno procederà per accertare se sono calunniose queste affermazioni contro le migliaia di iscritti e simpatizzanti neoborbonici e in caso di risarcimenti sono previste borse di studio per i ragazzi delle periferie del Sud.
Al di là delle questioni legali, il Movimento Neoborbonico evidenzia da sempre le tante leggende della storia risorgimentale e si chiede da sempre come mai tanti accademici continuino a raccontarle accanedosi anche nella cavillosa e spesso inutile ricerca di errori da parte dei neoborbonici e di altri scrittori revisionisti, senza i quali molti dibattiti non si sarebbero mai aperti.
Si ricorda, infine, che il Movimento Neoborbonico è da oltre 27 anni un movimento unicamente culturale totalmente autofinanziato e che, senza alcun finanziamento pubblico e senza alcun rapporto con partiti e politica, deve il suo successo crescente al lavoro di ricerca soprattutto archivistica di tanti suoi iscritti e simpatizzanti.
L’unico obiettivo resta quello del racconto di tante verità storiche cancellate per oltre 150 anni e, sulla base della storia, la risoluzione di una questione meridionale sempre più drammatica soprattutto per i nostri giovani”.

Print Friendly, PDF & Email