Covid 19, il Governo non blocca concorso straordinario docenti

Era il 12 febbraio 2000, quando le proteste assordanti dei sindacati e dei docenti, indussero al Ministro Luigi Berlinguer a bloccare il concorsone, fu emesso un comunicato stampa di poche righe: “Il ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di azzerare le modalità di attuazione in materia di valorizzazione docente, per consentire un loro radicale ripensamento”.

Sono passati venti anni da quel giorno, sono cambiate tante cose in Italia e nel mondo e soprattutto sono cambiati tanti Ministri. Possiamo dire che forse è cambiata anche la politica, nello stile, nella comunicazione e nelle azioni. Sono mesi che si parla di questo concorso straordinario per i docenti, tutto nasce da quella bozza salva intese del governo giallo-verde. La stabilizzazione dei docenti è passata attraverso troppi reclami e poche azioni concrete. Il problema del precariato nel nostro caro paese è atavico, chiunque abbia provato a mettere le mani sulla scuola, non ha fatto altro che peggiorare le cose. Purtoppo nel nostro Bel Paese, la scuola è vista solo come un mero costo, mentre in un paese civile la scuola dovrebbe essere un investimento, il miglior investimento.

Lo Stato italiano, ancora oggi, viene a trovarsi in uno stato di totale inadempimento rispetto alla direttiva 1999/70/CE per tutto il settore pubblico, nonostante la stessa è stata recepita dal nostro ordinamento con il Decreto legislativo del 6 settembre 2001, n. 368, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2001.Il Consiglio dei Ministri ha prorogato al 31 gennaio 2021 lo stato d’emergenza per COVID-19. Con il D.L. 7 ottobre 2020, n. 125, nelle prossime ore sarà illustrato il nuovo DPCM, che prevvede altre restrizioni, compresa la mobilità tra le regioni, la sospensione dei concorsi pubblici tranne il concorso straordinario per i docenti.

La domanda nasce spontanea, il concorso è una priorità o una questione di principio per il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina?

La maggioranza di questo governo oltre il movimento cinque stelle, quanto impassibile deve ancora rimanere al grido d’aiuto dei docenti precari?

Con quale condizione psicologica un docente deve affrontare questa prova?

Chi deve proteggere per primo, se stesso, un familiare fragile, i propri alunni o l’idea di sentirsi un fallito, perchè continuamente demonizzato da una parte della politica, che continua ad insultare gli insegnati perchè poco qualificati ed interessati solo alla stabilizzazione come se fosse un reato chiederla, sopratutto dopo aver garantito il normale funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado da almeno tre anni sino a dieci, senza nessun riconoscimento. Un continuo perpetrare di contratti a termine, un abuso nel privato, regolamentato  anche da un “decreto dignità”, mentre diventa normalità per lo Stato ed in particolare per il Ministero dell’Istruzione che divulga come un mantra, che l’unico modo per entrare nella scuola e con il concorso, peccato che si ha la memoria corta e nonostante sia ancora lì a testimoniarlo il nostro caro Presidente della Repubblica Sergio Mattarela che istituì “Il concorso per soli titoli, detto anche Doppio canale, con la L. 417 del 1989. Ad oggi non ha ancora espresso una parola su questa questione, nonostante siano state migliaia le mail inviate al Quirinale. I dubbi pemangono, le preoccupazioni per il momento storico che stiamo vivendo, la situazione economica del nostro paese,la rabbia che cresce nella popolazione, una dialettica politica sempre più violenta e di circostanza,portano ad aumentare il malcontento generale e la sfiducia nelle istituzioni.

Perchè non si ritorna a fare politica nel nostro paese?Quanto costa fare dietrofront su questo concorso?

Come disse Rita Levi-Montalcini: “Qualunque decisione tu abbia preso per il tuo futuro, sei autorizzato, e direi incoraggiato, a sottoporla ad un continuo esame, pronto a cambiarla, se non risponde più ai tuoi desideri”.

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