Covid 19: a Foggia isolato il virus in un neonato di 10 giorni. Nuove prospettive per la ricerca

L’isolamento del virus in un neonato di appena 10 giorni, risultato positivo al test biomolecolare specifico per Covid19, potrebbe aprire nuove prospettive nella lotta al Coronavirus. Il lavoro di ricerca nasce dalla collaborazione tra Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e Basilicata, con sede a Foggia, e l’ente ecclesiastico Ospedale generale regionale “F. Miulli”. Il neonato è il più giovane paziente italiano (e forse mondiale) da cui viene isolato il virus Sars-Cov2, e questo dato apre una serie di considerazioni sul potenziale ruolo dei neonati nella trasmissione della malattia.

Il risultato degli studi dei ricercatori è stato pubblicato lo scorso 17 settembre sulla rivista scientifica internazionale IDCases dal titolo: “Sars-CoV-2 isolation from a 10-day-old newborn in Italy: a case report”. L’interessante articolo è uno degli ultimi traguardi raggiunti dall’IZS di Puglia e Basilicata nella lotta alla pandemia. L’equipe diretta dal Dr. Antonio Parisi svolge una mirata e specifica attività di caratterizzazione dei ceppi di virus Sars-Cov2 circolanti in Puglia e Basilicata, e sono oltre 50 i ceppi virali sequenziati e depositati nelle banche genetiche internazionali, consultabili gratuitamente da tutti i gruppi di scienziati del mondo impegnati nella ricerca sul COVID19.

Il direttore generale del Policlinico di Foggia, Vitangelo Dattoli, ha fortemente voluto la collaborazione con L’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e Basilicata, unico laboratorio in grado di poter svolgere questa tipologia di esame e che effettua ricerche finalizzate all’isolamento del virus sui tamponi debolmente positivi, per stabilire il ruolo epidemiologico di questa categoria di pazienti.  Altra importante collaborazione, per cui si è adoperata la presidenza della Regione Puglia, è quella con il direttore della struttura regionale di coordinamento della medicina trasfusionale, prof. Angelo Ostuni, in cui l’IZSPB è impegnato nel test di siero-neutralizzazione, un tipo di esame che può essere svolto solo in un laboratorio di massima sicurezza. Questo test, diverso dal normale test sierologico, serve a definire il livello degli anticorpi che proteggono dal virus nei pazienti che hanno superato l’infezione Covid19 e che si sono resi disponibili a donare il proprio plasma per curare i casi più gravi di Covid19.

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