Campania 2020 | Saltalamacchia (Terra): «PD e M5S governano l’Italia. Possono mai ostacolarsi alla Regione?»

De Luca, Caldoro, Ciarambino: «A me pare che siano stati un tutt’uno. De Luca ha gestito, ma non mi pare che Caldoro e Ciarambino abbiano fatto opposizione. In cosa si sono opposti? Quando hanno fatto sentire la loro voce?» risponde, così, sollecitato da una nostra domanda, Luca Saltalamacchia, il candidato alla presidenza della Regione Campania per la lista Terra.
Le risposte alla nostre domande, che trovate in fondo all’articolo, sono schiette, nette e, in alcuni casi, anche pungenti: Saltalamacchia non le manda certamente a dire. È un avvocato civilista, che patrocina molte delle battaglie legali in favore dell’ambiente e dei diritti umani: una delle più famose, che lo vede fra i promotori, è la causa contro lo Stato Italiano per l’inefficacia delle sue politiche climatiche.

Saltalamacchia difende il suo operato di avvocato contro la violazione dei diritti umani e lo fa pure con noi, quando, provocatoriamente, gli chiediamo se anche lui si definisce un avvocato del popolo come Giuseppe Conte, il nostro presidente del Consiglio. «Io credo che l’associazione sia inconferente. Non so quali clienti avesse il Presidente Conte prima di scendere in politica e quali tipologie di cause seguisse. Non mi pare, in ogni caso, che da avvocato si sia distinto per aver difeso l’ambiente o le vittime di violazioni di diritti umani».

La lista Terra nasce dall’unione di più anime riconducibili a partiti di sinistra e a movimenti ambientalisti. Due sono i principali partiti, che hanno scelto di aderire al progetto e di mettere da parte i loro originari simboli: Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista.
Il contrassegno che lista propone sulla scheda elettorale è essenziale, ma ben fatto, perché contiene tutti gli elementi naturali: la base è composta dalla terra, rappresentata da due insiemi di linee blu ondeggianti, riempite di verde; linee che, ispirandosi ai paesaggi del fotografo e paesaggista Giacomelli, rappresentano il rapporto tra spazio antropico e naturale. Sopra  di esse, vi è, poi, uno spazio blu a richiamare il mare. Da quest’ultimo, sembra fuoriuscire la scritta «Terra» in blu e in maiuscolo, mentre, sul lato sinistro, la sagoma di una persona, colorata in rosso, (forse, per ricordare l’orientamento politico dei fondatori), riflette, verso il basso, il suo corpo, dando, però, forma ad un albero tinteggiato di verde bottiglia.

Lista Terra «per l'Ambiente della Campania» pronta in Irpinia - Nuova Irpinia
Ecco l’intervista completa al candidato Saltalamacchia, che il nostro giornale, Istituzioni24.it, ha realizzato.

Terra, è la proposta ecologista per le prossime regionali in Campania. Fate concorrenza ad Europa Verde, che, invece, sostiene De Luca?
«Direi che il paragone non esiste. Noi abbiamo deciso di scendere in campo proprio perché, superando la retorica e gli slogan, non esiste una forza impegnata a tutelare davvero la salute e l’ambiente in Campania. Loro hanno scelto di salire sul carro del vincitore e di discutere le loro idee ambientaliste con la miriade di forze politiche che sostengono De Luca, la maggior parte delle quali vede nella tutela dell’ambiente solo un’inutile zavorra e considera l’ambiente come un bene da saccheggiare.
Hanno scelto di restare in silenzio in questi cinque anni di gestione del territorio che, dal punto di vista ambientale, è stato a dir poco fallimentare: le milioni di ecoballe non sono state ancora smaltite, le terre dei fuochi brulicano di roghi, i fiumi ed i corsi d’acqua vengono sistematicamente utilizzati per smaltire gli scarichi industriali, la fonderia Pisano è ancora in attività, ed anzi risulta candidata con la lista Mastella – che sostiene De Luca – una funzionaria dell’ARPAC, come denunciato dal Comitato Salute e Vita di Salerno, indagata per aver favorito l’attività illecita della fonderia Pisano; per non parlare di Dino Di Palma, presidente dell’allora Provincia di Napoli durante l’emergenza rifiuti. Devo continuare? Cosa potranno mai condividere gli esponenti di Europa Verde con i loro alleati?».

La lista ha, quali principali promotori, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista: il vostro progetto è così distante, per esempio, da quello di Potere al Popolo?
«Non lo è affatto. Prima del mio coinvolgimento con la lista Terra, so che ci sono stati diversi incontri con esponenti di Potere al Popolo; alla fine, mi è stato riferito che questi ultimi hanno preferito non rinunciare al loro simbolo – cosa che invece hanno fatto tutti i partiti che sostengono la lista Terra – e di correre da soli.
È una scelta che va rispettata, ma che, indubbiamente, è in linea con la tendenza delle forze di sinistra a preferire di coltivare il proprio orticello.
La cosa non mi scoraggia, sono sicuro che in futuro si potrà lavorare con tante altre forze, tra cui anche Potere al Popolo».

È pur vero che la lista nasce in un ambiente laico, ma la proposta trae spunto anche dalle esortazioni di papa Francesco sull’ambiente e sulla difesa del Creato?
«Viviamo in un’epoca dove le devastazioni ambientali rischiano di compromettere la sopravvivenza del pianeta, così come lo conosciamo, e della specie umana. L’emergenza climatica è un problema globale, che riguarda tutti; è, inoltre, in atto la sesta estinzione di massa, che coinvolge per il momento solo piante ed animali, e che porterà secondo alcuni scienziati alla scomparsa entro pochi decenni sino al 75% delle specie viventi.
La tutela dell’ambiente non può e non dev’essere una questione su cui qualcuno possa metterci il cappello; non dovrebbe essere una questione di destra o di sinistra, oppure una questione laica o religiosa. E’ un dramma che dovrebbe essere attenzionato ed affrontato da tutti, ciascuno con il suo sistema di valori e con la sua terminologia di riferimento.
Sono ben felice che il Papa abbia in varie occasioni segnalato l’urgenza di tutelare l’ambiente; tutte le forze politiche, morali, religiose, sociali dovrebbero fare altrettanto».

In un video postato sulla pagina di Terra, lei dice di essere un avvocato, difensore dei diritti. È facile associare quanto dice all’affermazione di un altro esponente politico italiano, Giuseppe Conte. Anche lei si definisce «l’avvocato del popolo»?
«Io credo che l’associazione sia inconferente. Non so quali clienti avesse il Presidente Conte prima di scendere in politica e quali tipologie di cause seguisse. Non mi pare, in ogni caso, che da avvocato si sia distinto per aver difeso l’ambiente o le vittime di violazioni di diritti umani. So però quali sono i miei clienti e quali giudizi ho portato avanti. Io non mi sento affatto un avvocato del popolo, che è peraltro una definizione impossibile: un avvocato è tale perché riceve un incarico.
Nel video che viene citato, ho semplicemente ribadito di vivere questa esperienza politica con lo stesso spirito con cui vivo la mia professione: mi sento un difensore, e con questo spirito, porto avanti le mie idee in questa campagna elettorale, tenendo a mente che lo scopo ultimo della mia attività è la difesa della mia Terra e di coloro che ci vivono: di tutti coloro che ci vivono, anche di chi non ha simpatie per me e per la lista che rappresento».

Terra è contro i commissariamenti, nello specifico, si parla dei rifiuti. Ci spieghi perché e quali politiche, quando si dice «valorizzare i rifiuti», intendereste implementare?
«La questione rifiuti è, per troppe ragioni, la testata d’angolo di ogni progetto ambientalista che voglia radicarsi nella nostra regione. Le morti di malattie terribili, che ancora continuiamo a contare, imporrebbero sul tema serietà e responsabilità, non minimizzazione istituzionali o addirittura criminalizzazione degli abitanti facendo leva sui presunti “stili di vita” nocivi dei meridionali.
I commissariamenti sono stati lo strumento attraverso cui si è derogato alle procedure per attuare un piano di gestione dei rifiuti urbani semplicemente disastroso. Dobbiamo convincerci del fatto che democrazia e partecipazione sono elementi imprescindibili per una gestione corretta del territorio; questa regione esprime intelligenze riconosciute e apprezzate in tutto il mondo e migliaia di organizzazioni di base che si impegnano, comune per comune, a rendere la Campania un posto migliore; chi le ignora, o peggio ancora le accusa di essere allarmiste o colluse con la camorra come fatto ultimamente da De Luca, ha evidentemente interesse a lavorare nell’ombra.
Voglio ricordare che a fronte di un piano di gestione dei rifiuti in regione Campania nei fatti inesistente, i cittadini pagano le tasse sui rifiuti tra le più alte in Italia.
Pensiamo sia urgente intervenire in maniera decisa e determinata sul fenomeno dei roghi tossici e costruire un modello di gestione dei rifiuti urbani che sappia trattare i rifiuti come una risorsa da valorizzare, un modello basato su impianti gestiti dal pubblico e controllati dai cittadini, localizzati in zone che non ospitano già altri impianti per la gestione dei rifiuti, tecnologicamente virtuosi, decentralizzati e distribuiti; un modello costruito con gli obiettivi di ridurre al minimo sia le quantità di rifiuto prodotte che la necessità di trasporto degli stessi, un modello la cui implementazione generi in tutte le fasi del ciclo integrato, dalla raccolta, al trasporto fino al trattamento benefici per i cittadini e per l’ambiente […].

Ci indichi altre idee della lista che guida.
«Il fulcro del nostro programma è la tutela dell’ambiente. L’ambiente per noi non è semplicemente il verde, ma un elemento essenziale per il pieno godimenti dei diritti fondamentali degli individui. Emerge in maniera sempre più lampante quanto un disastro ambientale, oltre a deturpare l’ambiente, provochi compromissioni inaccettabili dei diritti di coloro che vivono nelle vicinanze ed – in alcuni casi – anche di coloro che vivono più lontano: ad esempio, interrare rifiuti che poi percolano ed intaccano le falde acquifere, così come bruciare i rifiuti, significa innescare dei meccanismi che portano all’incremento di malattie, di morti, alla chiusura in casa delle persone, alla impossibilità di godere degli spazi esterni.
Un altro esempio: il consumo di suolo può contribuire, quando si verificano eventi climatici estremi, ad inondazioni od allagamenti che generano distruzione e morti. E’ quanto accaduto di recente a Palermo e Verona.
Pensiamo che non si possa contrapporre la tutela dell’ambiente e della salute allo sviluppo economico. Per essere concreti, chiederemo all’Europa che i comuni possano investire su questi temi con fondi che non siano vincolati alle regole del pareggio di bilancio. Troppe volte i sindaci di questa regione sono impossibilitati ad intervenire per rimuovere i rifiuti abbandonati prima che diventino rogo o a far partire le bonifiche in terreni inquinati per mancanza di fondi.
Mettere al centro di ogni iniziativa politica l’ambiente significa avere una visione della società dove sia lo sviluppo, sia le problematiche da affrontare (lavoro, trasporti, energia) sono orientate alla eco-sostenibilità. Questo non significa essere contro il progresso, ma immaginare un progresso che miri a soddisfare gli interessi di tutti e non i privilegi dei pochi. Questo non significa essere visionari, ma piuttosto applicare quello che diverse norme internazionali e nazionali ci impongono di fare».

Cosa ha da dire a De Luca, che è stato il presidente della Regione, e a Caldoro e Ciarambino, che sono stati la minoranza in Consiglio?
«A me, pare che siano stati un tutt’uno. De Luca ha gestito, ma non mi pare che Caldoro e Ciarambino abbiano fatto opposizione. In cosa si sono opposti? Quando hanno fatto sentire la loro voce? Molti sostenitori di De Luca di oggi, ieri erano con Caldoro; Marco Sarracino, segretario del PD Napoli, ieri, ha svelato l’esistenza di un accordo PD-5 stelle alle elezioni comunali del prossimo anno; del resto, questi due partiti governano insieme la nazione… perché mai dovrebbero ostacolarsi nella gestione della Regione Campania?
La Regione è diventata una torta da spartire, un banchetto dove tutti i partiti principali partecipano. Questo ho da dire, e non intendo dirlo ai leader delle coalizioni, ma alla loro base: gli indici di qualità della vita della Regione Campania sono tra i peggiori d’Italia, i diritti sociali si riducono, la disoccupazione dilaga, gli ospedali veri chiudono (e si aprono quelli fantasma), migliaia di giovani sono costretti ad emigrare, il territorio è sotto attacco ed in varie aree la nostra splendida terra ed i suoi corsi d’acqua sono diventati discariche, fogne. Dov’erano i leader politici mentre tutto ciò accadeva? Quali iniziative hanno posto in essere per fermare lo scempio?
Semmai diventerò il Presidente della Regione, non darò tregua con tutti i mezzi a mia disposizione a chi – politico, imprenditore, funzionario pubblico, esponente della criminalità, e via dicendo – ha ridotto la nostra meravigliosa Regione nello stato in cui versa.
Questa non è una promessa, perché – non essendo un politico – io non sono abituato a fare promesse, ma un semplice dato di fatto. Sono stato scelto proprio per questo».

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