Regionali | Caldoro, gesto di orgoglio meridionale: «Ricordiamo l’eccidio di Pietrarsa»

Napoli, 6 agosto– Esistono date nella storia del Sud, andate dimenticate per troppo tempo. In parte a causa della storiografia ufficiale che non aveva interessa ad occuparsene, preferendo la narrativa di un risorgimento ed una fase post unitaria senza macchie. D’altra parte anche per colpa della Politica, che ha sempre preferito narrazioni puramente nazionali della storia italiana, assorbite entro i perimetri delle visioni del mondo delle tradizioni politiche hanno segnato il ‘900.

Da qualche anno però il trend è cambiato. Ce lo ha dimostrato oggi Stefano Caldoro, candidato presidente per il centrodestra alla Regione Campania, che ha ricordato la prima strage operaia dell’Italia unità, quella di Pietrarsa, vicenda industriale che conferma che il processo di unificazione al Sud, fu una conquista militare- e quindi economica- del Regno di Sardegna nei confronti del Regno delle Due Sicilie. Scrive Caldoro sulla sua pagina social: «Ricorre oggi l’anniversario dell’eccidio degli operai di Pietrarsa, 6 agosto 1863. Gli operai della fabbrica, che scioperavano per difendere il lavoro, furono sparati alle spalle: 4 di loro morirono e 17 furono feriti. Pietrarsa era il più grande polo siderurgico d’italia, con più di mille operai. Dopo il 1861, una parte degli operai furono costretti a trasferirsi all’Ansaldo, dove furono trasferite anche tutte le commesse dei treni. Le Officine di Pietrarsa furono svendute, gli operai proclamarono lo sciopero per difendere il proprio lavoro e alla fine furono fucilati alle spalle. Ricordiamo una grande storia dimenticata della nostra terra

Le Officine di Pietrarsa, situate tra Portici e San Giovanni a Teduccio, costituivano per livelli di produzione e numero di operai che vi lavoravano, la prima industria siderurgica del Regno delle Due Sicilie.

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