Intervista | La versione di Nappi: ”De Luca e Dema cabarettisti. Campania riparta da incentivi turismo e Pace Edilizia”

    NAPOLI- Abbiamo intervistato Severino Nappi, docente ordinario di Diritto del Lavoro e promotore dell’iniziativa politica ‘’Campania-il Nostro Posto’’, per capire quale sia il suo giudizio sulla gestione dell’emergenza coronavirus da parte di De Luca, quali saranno le prossime prospettive economiche della Campania e quali sono le proposte del centro-destra in merito.

    Professor Nappi cosa pensa di questo botta e risposta a suon di ordinanze sulla movida tra il presidente De Luca e il sindaco de Magistris?

    ‘’Siamo di fronte a due cabarettisti, impegnati a fare guerre su prese di posizione incomprensibili. Il vero tema oggi è la sicurezza della persone e le condizioni economiche della Regione. Mentre questi due signori litigano, ieri il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ci ha detto che l’Italia rischia di perdere il 13% del PIL. Numeri alla mano, per la Campania significa 450.000 posti di lavoro persi. Il governo aveva previsto il 24 aprile una riduzione del PIL del 8%, quindi una perdita di 327.000 mila posti di lavoro. Questi numeri sono dunque quasi raddoppiati in peggio. Un campano su 10 si aggiungerà a quelli che non hanno lavoro. Trovo vergognoso che Governatore e Sindaco continuino a litigare per questioni marginali, ossia se un bar deve chiudere a mezzanotte o alle dieci. I numeri dei contagi sono bassi, significa che la serietà dei campani nell’attenersi alle regole è rimasta anche con la riapertura. Nel frattempo c’è una situazione sociale drammatica, con le file fuori i banchi dei pegni, che viene gestita con la logica delle mancette spagnolesca nel senso peggiore del termine”.

    Quindi ritiene il piano economico annunciato da De Luca insufficiente?

    ‘’Sostenere chi ha bisogno è una necessità e un dovere di tutte le istituzioni. Fare campagna elettorale facendo cose che muoiono nello spazio di un mattino è una cosa profondamente diversa. Il piano della Regione Campania ha una copertura finanziaria parziale. I pagamenti sono a debito col presupposto che poi il governo nazionale lo coprirà. Questa modalità espone la Campania ad azioni gravissime che ci possono ricondurre, come nel 2009, allo sforamento del Patto di Stabilità, con tutte le sanzioni che abbiamo pagato dal 2010 in poi. Questo avventuriero che fa il presidente di Regione, pur di dare la sensazione che lui stia facendo qualcosa, continua con questa logica di parcellizzazione di piccole prebende che termineranno comunque questo mese, dopo il quale non ci sarà nulla, se non un’altra voragine nei conti della Campania. Mentre, lo stesso De Luca non ha avviato nemmeno la programmazione dei fondi europei che sarebbe quella necessaria a garantire una prospettiva a questa regione”.

    Il turismo è tra i settori che, post covid, mostra più difficoltà. I dati parlano di un asset al collasso.

    ”Tutta la filiera dell’accoglienza che parte dal baretto ed arriva all’albero a cinque stelle, e che include la filiera dei trasporti, è in difficoltà. La Campania è l’unica regione in cui l’aeroporto principale, Capodichino, non riapre il 3 giugno senza sapere né il perché né quando riaprirà. Tutti gli alberghi principali di Napoli, che è la terza città d’Italia, sono chiusi per incertezze rispetto alle modalità e le tempistiche con le quali aprire. I ristoranti registrano un calo del 90% rispetto al fatturato dell’anno precedente.  Le spiagge e gli stabilimenti balneari sono nella incertezza più totale su cosa fare. Gli agenti di viaggio non hanno avuto nessuna indicazione su un piano di pubblicità della Campania. I provvedimenti di De Luca sono solo funzionali alla sua rielezione”.

    Cosa propone in alternativa?

    ‘’Per quanto riguarda il turismo abbiamo la necessità di un piano organico che tocchi i vari pezzi che compongono la filiera dell’accoglienza: un bonus per venire in vacanza in Campania, non con le modalità di quello nazionale che è incerto, ma finalizzato alla spesa diretta presso le strutture; l’eliminazione dell’Iva sui prodotti artigianali campani; il congelamento delle imposte e dei contributi alle imprese del turismo; bonus per il sistema dei trasporti a partire da scafi e traghetti; infine una quinta misura che prevede un incentivo al lavoro nel turismo.

    Poi c’è un tema più generale che è quello di mettere in moto l’economia campana attraverso i grandi filoni che devono sostenerla. Pensiamo alla rigenerazione urbana, essendo l’edilizia totalmente ferma. Con questa non si intende aumentare il numero dei metri quadri occupati, ma ristrutturare ciò che è fatiscente o in degrado, attraverso incentivi sia normativi che di carattere economico. C’è il tema della pace edilizia che in Campania rappresenta una necessità ineludibile, che porterebbe finalmente risorse all’economia senza aumentare i metri quadri abitativi. In Campania abbiamo quasi un milione di case che presentano delle difformità, dalla finestra alla casa abusiva, e non mi riferisco alle speculazioni edilizie criminali ma all’abusivismo individuale spicciolo. Quel sistema lì è completamente paralizzato per le scelte antiche della sinistra, e per l’incompetenza delle amministrazioni successive e dei governi nazionali a metterci mano.  Abbiamo una paralisi che riguarda un patrimonio immobiliare enorme con il rischio per persone che si vedrebbero abbattere la loro casa. Pace edilizia significherebbe far versare degli oneri di urbanizzazione alle amministrazioni comunali, rendendo più efficiente il sistema dei servizi per le nostre abitazioni, inoltre con la sanatoria gli immobili tornerebbero ad essere circolabili, mentre oggi sono paralizzati e senza mercato. Del resto non c’è alternativa in quanto non è ipotizzabile l’abbattimento di centinaia e centinaia di case , se non altro perché non sapremmo dove far andare tutte le famiglie che ci abitano, né dove mettere i kilometri cubici di materiali di risulta che ne deriverebbero”.

    Com’è attualmente la situazione trasporti  in Regione?

    ’Sul sistema dei trasporti abbiamo Cumana e Circumvesuviana, che viaggiano alla stessa velocità del trenino dei Borbone sulla Napoli-Portici, questo perché dal 2017 non hanno avuto la capacità di operare i lavori di adeguamento in sicurezza che erano imposti dalla legge, quindi dal primo aprile in pieno lockdown il Ministero dei Trasporti ha imposto  la riduzione di 1/3 della velocità”.

    Sul tema dei rifiuti come siamo messi?

    ’Il piano regionale dei rifiuti è un’altra truffa colossale di De Luca. Noi avevamo proposto di realizzare un termovalorizzatore moderno in un’aerea sostenibile, su modello di quello di Copenaghen. Invece di realizzarlo, De Luca ha avviato il fantapiano delle ecoballe. Ci sono ancora i video in cui afferma che avrebbe smaltito tutte le ecoballe nell’aprile del  2016. Siamo a giugno del 2020, sono ancora tutte lì. Abbiamo speso nel frattempo qualche centinaia di milioni di euro per non fare nulla e restano ancora lì. La Terra dei Fuochi è un problema che resta, e non ha speso un euro per opere di risanamento del sottosuolo”.

    Sulla sanità De Luca però lamenta un deficit di investimenti da parte del governo centrale di 300 milioni, ritiene almeno su questo abbia ragione?

    ‘’De Luca scopre questa vicenda dello squilibrio del riparto delle risorse alla fine del suo mandato quinquennale, quando questa situazione si è realizzata negli anni della presidenza Bassolino, contro la quale si è fatto una battaglia campale. La responsabilità di questa situazione dipende dal governo nazionale e dal fatto che c’è un’intesa che può essere modificata soltanto con un accordo Stato-regioni. Bassolino consentì quel riparto illegittimo, e nessuno da allora ha combattuto per modificare quel riparto. Questo signore, adesso scopre dopo  5 anni che c’è una  spartizione ingiusta nel riparto dei fondi e non chiede, come sto facendo io in ogni sede, l’applicazione di una legge, ovvero quella sui livelli essenziali di prestazione anche in sanità che imporrebbe di modificarlo. Ma probabilmente non ha letto quella legge, al massimo Bugs Bunny”.

    Il centro-destra ha ancora difficoltà a sciogliere il nodo candidato presidente. Per Forza Italia il nome è Caldoro. La sua opinione in merito?

    ’Siamo sicuramente in ritardo. E’ il momento di dire le cose come stanno, ovvero che noi come centro-destra dobbiamo valorizzare un cambiamento in positivo, che scaldi i cuori e riprenda l’iniziativa politica. Il tema è quello della concordia. La questione reale che ha rallentato la soluzione del problema candidatura in Campania, è che serve condivisione. La condivisione consente di camminare uniti, e la condivisione delle proposte e dei contenuti, e delle persone che li andranno a rappresentare deve essere l’obiettivo principale. Sono convinto che nei prossimi giorni si troverà una quadratura del cerchio. Il tema vero non è su una persona in particolare, ma qualcuno che tutti ritengono che debba essere l’espressione concordemente condivisa di una coalizione politica”.

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