De Luca: “C’è un gruppo di potere nordista che ha prevalso su ogni regola”, danneggiando la Campania ed il Sud


L’ ammuina la fanno al Nord, il rigore lo teniamo al Sud e in Campania, sembra incredibile ma è così”.
Queste le prime parole del governatore della Campania De Luca nella comunicazione ufficiale del 15 maggio 2020, rispondendo ai soliti luoghi comuni che anche in questi giorni non si arrestano dal punto di vista nazionale, non solo sui canali mediatici.
Inoltre ha spesso sottolineato di quanto fosse orgoglioso di essere cittadino e governatore della Campania, soprattutto per l’efficienza del settore sanitario campano, invitando ancora una volta i suoi concittadini a non emigrare in altre parti d’Italia per curarsi, perchè l’eccellenza sanitaria si trova in Campania. Questo è anche un modo per dibattere a quei personaggi che continuano a dire che i meridionali vanno a curarsi al nord e si vantano se circa 14 mila campani (su 5 milioni di abitanti) sono costretti ad andare nelle regioni settentrionali per farsi curare, dimenticando che i meridionali pagano circa 4,5 miliardi di euro all’anno al Nord per l’emigrazione sanitaria, sarà che questa a loro conviene?
A tal proposito, il governatore ribadisce ancora una volta: “Voglio fare una precisazione, oggi la regione Campania è la più efficiente d’Italia nonostante riceva meno soldi di tutte le Regioni per il riparto dei fondi sanitari (pro capite 60 euro in meno rispetto all’Emilia Romagna, 45 euro in meno rispetto al Veneto, 40 in meno rispetto Lombardia, ecc). La nostra regione viene depredata di 350 milioni di euro ogni anno solo per il comparto sanitario, lo Stato italiano dovrebbe vergognarsi e invece non ha fatto niente.
Non le manda a dire il governatore, ed anzi rincara la dose: “C’è un blocco di interessi nordista che ha prevalso su ogni regola di civiltà e di correttezza.

”A questo dato di penalizzazione sul riparto delle risorse, si è aggiunto anche nel periodo dell’epidemia per l’ennesima volta, una penalizzazione della Regione Campania. Da Consip, da Roma, volete sapere quanti tamponi sono stati mandati alla nostra RegioneMeno tamponi di tutte le regioni d’Italia, un tampone ogni 50 abitanti, mentre al Veneto ogni 16, quattro volte di più. Il Piemonte ha ricevuto un tampone ogni 19 abitanti, la Lombardia ogni 21, il Lazio 22, nella migliore delle ipotesi alla Campania hanno dato la metà dei tamponi di altre Regioni.

Per le mascherine un mese fa, vi ricorderete, ho dovuto fare il pazzo perché non arrivavano neanche quelle per il 118 – ricordate le mascherine di Bugs Bunny? – Anche per le mascherine la Campania ha ricevuto un terzo di quanto mandato in altre parti d’Italia. Abbiamo fatto un miracolo, possiamo camminare a testa alta, nonostante queste condizioni siamo la regione più efficiente d’Italia, abbiamo il tasso di decessi e il numero di positivi più basso tra le grandi regioni in relazione alla popolazione residente (per densità abitativa).

Per la sanità, la fase 2 significa avere nella nostra regione una situazione sotto controllo, il contagio al 13 maggio è di 9 positivi, dal 1 maggio abbiamo un’oscillazione tra 9 e 20 con un livello di tamponi fatti importante: 131 mila tamponi. I numeri stanno parlando e vogliamo riaprire ma per sempre”.

Un blocco di interessi nordista” che di fatto danneggia la Campania ed il Sud. Sono parole molto pesanti, che dimostrano, avendo documentato il fatto che il Sud ancora una volta riceve meno (e la Campania ancora meno), dalle mascherine, ai tamponi, ai fondi sanitari e non solo, rispetto ai cittadini del Centro – Nord. Come si può pensare di ridurre il gap Nord – Sud se si continua a differenziare i trattamenti ancora dopo 160 anni dall’Unità d’Italia?
Resta assurdo che esistano cittadini di serie A e di serie B, inneggiando sempre alla fratellanza ma con diversi trattamenti; pare che nel “decreto Rilancio” non sia presente la parola Sud, ed anzi svariate notizie stanno circolando sul 34% dei fondi destinati al Sud mai arrivati, non ultimi i fondi per lo sviluppo sostenibile di 398 milioni di euro dei quali solo 5 destinati al Mezzogiorno, ed anche circa l’Fsc (il fondo per lo sviluppo e la coesione), ci sono notizie ancora non chiare accompagnate da alcuni dibattiti, certamente rivolti ad un governo che per l’ultima volta avrà la possibilità di diminuire il gap Nord – Sud “grazie” a questa crisi, prima della totale fine del meridione. E’ chiaro però che il governo, soprattutto in questo momento, ha voluto dimostrare di non interessarsi minimamente del solito divario e della questione meridionale, ed anzi, mentre il Sud aveva dimostrato di voler ripartire da subito, hanno preferito aspettare che il Nord fosse in grado di riaprire anche se il numero dei contagi (specie il Lombardia) è ancora alto, obbligando tutta Italia a seguire stesse regole seppur con situazioni differenti, e dimostrando ancora una volta la sudditanza che il Sud deve avere nei confronti del Nord.
Quanto detto, può essere considerata una svolta meridionalista di De Luca, dopo i suoi oggettivi successi durante un’ emergenza che ha anche evidenziato i tanti limiti dei “superiori” lombardi o padani.
Resta il fatto che si sottolinea un cambiamento, ma con i vecchi schemi politici; d’altronde così venne disegnata l’Italia 160 anni fa, dopo la caduta del glorioso ed indipendente Regno delle due Sicilie, così continua ad essere disegnata da quei “nordisti” (citando il governatore) che continuano ad avere pieni poteri.
Tutto il lavoro di 1000 comitati in Italia, è approdato ad una conclusione semplice espressa in un film in cui Totò, affacciadosi ad una finestra dice: “Arrangiatevi, si salvi chi può”. La triste realtà del triste momento che ci vede protagonisti. Chissà cosa cambierà.

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