AIL Napoli, il virus non ha fermato il supporto ai pazienti e il sostegno alla ricerca

La pandemia non è stata soltanto morte, ma è stata anche vita. Vita donata dai tanti volontari e dai tanti operatori sociali che, nonostante il rischio, hanno continuato ad impegnarsi per i più fragili. Grande risalto hanno avuto le attività della Protezione Civile e delle associazioni dedite alla distribuzione di beni di prima necessità. Più riservate – ma, comunque, presenti – le altre organizzazioni, come l’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma (AIL), che, nelle loro diramazioni territoriali, hanno mantenuto aperto il filo diretto con i loro beneficiari e con i loro donatori. È il caso, appunto, della sezione napoletana dell’AIL, guidata da Valeria Rotoli, la quale, da noi contattata per comprendere quanto la crisi sanitaria abbia condizionato le attività associative, ci ha detto: «Purtroppo, le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ci hanno obbligato ad interrompere alcune attività, questo per preservare la salute dei pazienti, dei nostri volontari e dei nostri operatori. Per altre, come il supporto psicologico e la consulenza ematologica, le abbiamo trasformate in online». «Tra le nostre attività di supporto ai pazienti, c’è, da sempre, anche il progetto sAILing, organizzato in collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica UnoUnoCinque Sailing Team», ossia «un progetto di avvicinamento alla navigazione a vela dedicato agli attuali pazienti e agli ex pazienti, con corsi di teoria ed uscite in barca. È noto, infatti, quanto il mare e la navigazione a vela possano avere effetti terapeutici, tant’è vero che si tratta di un vero e proprio percorso di vela-terapia» spiega la Presidente. «Ebbene» – prosegue con tono soddisfatto – «in attesa di poter riprendere a navigare, grazie alla disponibilità di istruttori e membri della UnoUnoCinque, siamo riusciti a trasformare tale progetto dalla modalità in presenza a quella telematica. Attraverso una piattaforma web, gli istruttori ed i velisti, ciascuno dalla propria postazione, forniscono ai partecipanti delle lezioni teoriche, avvalendosi anche del supporto di video didattici e di navigazione a vela», alle quali possono prendere parte non solo i pazienti e i loro famigliari, ma anche i volontari e i soci dell’Associazione.

Quando si parla dell’AIL, si pensa, di riflesso, alle uova al cioccolato, distribuite, a Pasqua, per sostenere la ricerca scientifica contro le malattie onco-ematologiche. Quest’anno, i tradizionali banchetti allestiti nelle maggiori piazze italiane e nei reparti ospedalieri, ove insistono i punti di accoglienza associativi, non ci sono stati. Malgrado ciò, la resilienza che caratterizza un’organizzazione importante come l’AIL, ha consentito, in ogni caso, di far arrivare nelle case dei propri sostenitori, tramite la consegna su appuntamento, le uova, simbolo di ri-nascita, la stessa rinascita che accade per i malati di tumore che guariscono. «Ci siamo attenuti scrupolosamente ai decreti in vigore e abbiamo fatto una campagna online con consegna a domicilio, ovviamente autorizzata» tiene a premettere Valeria Rotoli. «Abbiamo così evitato di creare possibilità di assembramenti senza nuocere né alle persone né alla raccolta fondi per la ricerca, anche se ovviamente non è stato possibile raggiungere i numeri soliti delle raccolte fondi di piazza».
La capacità di fare squadra dell’AIL Napoli, la cui sede si trova a Fuorigrotta, ha fatto sì che un sorriso, per Pasqua, arrivasse, anzitutto  ai pazienti onco-ematologici in degenza nei reparti di ematologia partenopei, poi anche a coloro i quali vivono uno svantaggio socio-economico: «Abbiamo partecipato alle donazioni di generi alimentari con le nostre uova, offrendondole ad alcune associazioni che si occupano di distribuzione di generi alimentari sul territorio, come Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Banco Alimentare Campania».

La partecipazione di molte realtà non profit, nell’alleviare le situazioni di crisi che si sono materializzate a causa dell’emergenza legata al Covid-19, ha confermato che queste organizzazioni hanno un peso essenziale nel welfare di prossimità, perché, spesso, hanno supplito (e continuano a farlo) alle mancanze del settore pubblico: «Indubbiamente, le associazioni di volontariato hanno rivestito un ruolo di grande importanza nell’affrontare le diverse emergenze che si sono presentate» afferma la Presidente. «Sicuramente, le Istituzioni lo hanno notato. È un buon inizio e auspico che questo riconoscimento del lavoro di network delle associazioni prosegua nel tempo». «Spesso, in casi di emergenze e necessità, ci si rende conto del valore di cose a cui prima, magari, non si dava molta attenzione» prosegue. «Mi auguro che questa valorizzazione delle organizzazioni non profit, come di tante altre cose rivalutate in questo particolare momento storico, non vadano perse con la ripresa della vita normale».

Nei momenti acuti della pandemia, sono stati forti i richiami ai donatori del sangue; noi di Istituzioni24.it, prima di salutare la presidente Rotoli, le abbiamo chiesto, perciò, di fare un appello a donare: «Tutti, se possiamo, dobbiamo donare il sangue! È un atto di civiltà, un atto d’amore verso il prossimo e verso noi stessi; il prelievo viene fatto in totale sicurezza. Non abbiamo scuse. Aiutiamoci ad aiutarci!».