Yale vieta arte rinascimentale perché “troppo bianca, etero e maschile”. L’on. Rampelli: “Decisione che allibisce”

“La decisione di una delle più autorevoli università statunitensi Yale di eliminare i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale ‘perché​ troppo bianca, etero, europea e maschile’ (testuale) costituisce un anacronistico attacco anti-italiano che si somma alla distruzione delle statue dedicate a Cristoforo Colombo. Capiamo che per la superpotenza mondiale sia mortificante constatare la sua ininfluenza nel XV-XVI​ secolo, periodo in cui l’Europa tutta era irradiata dall’influenza dei Mantegna, Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Tuttavia la Yale si può senz’altro consolare con la straordinaria rivincita in atto fin dal XIX secolo, arrivando addirittura a trasformare antropologicamente le società nazionali sempre più tentate dall’american way of life. Per quanto ci riguarda siamo orgogliosi del Rinascimento ma anche del Medioevo e della storia dell’antica Roma.​ Se gli studenti americani volessero approfondire gli studi della storia dell’arte vengano in Italia dove abbiamo eccellenti insegnamenti e università. Perché la cultura non si può bruciare, chi ci ha provato è stato cancellato dalla storia”.

È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando e postando un pezzo del giornale della Yale nel quale si annunciano le nuove misure sullo studio della storia dell’arte rinascimentale.