Tumori mammari, l’ALTS ancora in campo per le donne operate. Riparte il laboratorio di teatro-terapia a Napoli. Nunzia Nappo ci racconta le attività associative

52.800 nuovi casi ti cancro al seno ogni anno, cioè il 14% delle diagnosi complessive di neoplasie accertate nel nostro Paese.

Le donne sopra i 50 anni d’età hanno un maggior rischio di sviluppare un tumore mammario; tra gli altri fattori di rischio sono stati identificati quelli legati a fattori riproduttivi – come può essere un menarca precoce e una menopausa tardiva, la nulliparità o una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni –, fattori ormonali – quale può essere la terapia ormonale sostitutiva assunta durante la menopausa –, fattori dietetici e metabolici – come l’elevato consumo di alcool e di grassi animali e una scarsa alimentazione a base di fibre vegetali –.

Conoscere i fattori di rischio e le possibili azioni preventive è uno degli scopi che, dal 1986 – anno della sua fondazione – l’Associazione per la lotta ai tumori al seno (ALTS) di Napoli si prefigge di perseguire, insieme con l’organizzare e il promuovere iniziative volte all’assistenza e alla riabilitazione psico-fisica e sociale delle donne con un tumore mammario.

Infatti, come per qualsiasi neoplasia maligna, prevenzione e diagnosi precoce camminano a braccetto, con l’intento di rendere le terapie chirurgica e farmacologica più efficaci possibili. Sebbene il cancro al seno risulti essere, nelle donne, la prima causa di morte tra le patologie oncologiche, grazie alla precocità della diagnosi e al progresso medico-scientifico nel suo trattamento, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’87%, a 10 anni è dell’80%. Numeri alti, considerando la tipologia della malattia, che, purtroppo, in molti casi, viene individuata quando è già metastatica.

È recente, fra l’altro, lo studio-pilota annunciato alla Conferenza annuale del National Cancer Research Institute, tenutasi, a Glasgow, ad inizio Novembre, che lascia ben sperare sulla diagnosi precoce del tumore al seno, addirittura con cinque anni di anticipo, attraverso un esame del sangue con 5 anni di anticipo.

Prevenzione, insomma, è la parola d’ordine nel campo delle neoplasie mammarie ed è anche l’imperativo che, da 33 anni, è alla base dell’impegno dell’ALTS, presieduta dal medico napoletano Vincenzo Uccello. Un’associazione attiva tutto l’anno non solo per sensibilizzare al tema donne e uomini, ma anche per proporre alle donne già operate percorsi psicologici e laboratoriali, individuali e di gruppo, dove poter riscoprire se stesse, partendo dal dolore vissuto.

In occasione dell’inaugurazione del laboratorio di teatro-terapia, giunto alla seconda edizione, Istituzioni24.it, attento all’impegno del mondo del volontariato, ha incontrato nuovamente Nunzia Nappo, volontaria e coordinatrice scientifica dell’Associazione Italiana per la Lotta ai Tumori al Seno. Nappo è anche ricercatrice di Economia Politica all’Università Federico II e autrice di pubblicazioni sul tema del volontariato.

Dal 5 novembre è partito il gruppo di ascolto per donne operate al seno. Quanto è importante un percorso psicologico individuale e/o di gruppo durante e dopo un trattamento per un tumore mammario? «Facciamo sempre in modo di avere aperto uno sportello per il supporto psicologico presso l’ALTS. Il gruppo è partito il 5 novembre, ma c’è sempre possibilità di inserirsi in qualunque momento dell’anno. La psicologa responsabile mi racconta del successo degli incontri.Un percorso psicologico accoglie la persona che ha avuto l’esperienza della malattia, sostenendola ad elaborare vissuti disadattivi, ad esprimere sentimenti (il dolore, la rabbia, l’impotenza, la paura, la vergogna) e a strutturare un nuovo equilibrio più funzionale, recuperando una progettualità esistenziale con nuovi valori e priorità. Nel gruppo la condivisione aiuta ad uscire dall’isolamento».

A breve inizieranno sia il Laboratorio del buon umore sia il corso di teatro-terapia completamente gratuiti: spazi collettivi e personali dove mettere in scena i propri vissuti, le proprie emozioni e le proprie paure. Dà maggiori ragguagli ai nostri lettori e alle nostre lettrici su questo progetto, che è già al secondo anno di attivazione?
«I laboratori di teatro accompagnano da sempre le donne che ci seguono che ne ricavano grande benessere.

Non c’è posto più comodo del palco teatrale per dare sfogo ai propri vissuti, alle proprie emozioni, e metterli al servizio del personaggio. Nello spazio scenico ci si può permettere qualsiasi cosa: abbiamo giocato con personaggi che ci somigliavano o con quelli a cui avremmo voluto somigliare, e spesso la vita personale dell’attore si amalgamava talmente bene con la storia teatrale da renderla fortemente intensa e vera. In fondo il palcoscenico non è altro che la ricostruzione in scala della vita, o come diceva saggiamente il grande Eduardo: Il teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male».

Un amico e sostenitore dell’ALTS è lo chef Gennaro Esposito, protagonista della trasmissione di Alessandro Borghese, Cuochi d’Italia. In che modo si realizza la collaborazione insieme?
«Siamo stati selezionati da Gennaro Esposito come una delle Onlus beneficiarie a Festa a Vico. Un importante evento gastronomico che si tiene ogni anno a Vico Equense. Si tratta di una importante raccolta fondi messi a disposizione delle Onlus che vengono ammesse. Noi destiniamo i fondi raccolti alla prevenzione dei tumori del seno».

Il prossimo 21 novembre presenterete il libro Economia della prevenzione, a cura del vostro consigliere D’Aiuto. Ci dà un’anteprima di cosa potremo leggere in queste pagine?
«Il volume è un output del progetto Rete salute Donna e vuole essere una sorta di manuale per le istruzioni per le donne che desiderano prendersi cura della propria salute. Il libro mette insieme, con un approccio trasversale e multidisciplinare, contributi che esprimono in modo alternativo, cioè da punti di vista diversi, il concetto di prevenzione.
Rete salute Donna è un progetto in Rete, durato 30 mesi (da maggio 2017 a novembre 2019), e realizzato con il sostegno di Fondazione con il Sud. Soggetto responsabile del progetto è stato ANDOS (Associazione Nazionale delle Donne Operate al Seno) Napoli Ovest, che ha operato in stretta collaborazione con l’ALTS e con una rete di associazioni campane».

ALTS è un’associazione di volontariato e le attività che propone sono gratuite. Oltre alla partecipazione a bandi, come vi finanziate?
«Il 5×1000 per noi rappresenta una risorsa fondamentale e le raccolte fondi che sono non più di due all’anno. Talvolta riceviamo anche donazioni».

Come si può diventare volontari dell’ALTS? Avete pianificato dei momenti di formazione per chi dedica il suo tempo in favore delle donne operate di cancro al seno?
«L’ALTS apre le porte a tutti coloro che vogliono mettere a disposizione le loro competenze. Le attività che svolgiamo sono tante, quindi abbiamo bisogno di profili diversi. La formazione è essenziale per fare un volontariato di qualità e le attività di formazione a vario livello rappresentano una delle nostre priorità. Importante a tal fine è anche il supporto che riceviamo dal CSV di Napoli».