Napoli | De Majo alla Cultura. I giovani della Lega: «Napoli non può essere rappresentata da chi ha simili idee su una comunità ben integrata del nostro territorio»

Eleonora De Majo è il nuovo assessore alla Cultura e al Turismo della giunta De Magistris. Sostituisce Nino Daniele, già sindaco di Ercolano, la cui defenestrazione non è piaciuta anche a quelle aree politiche e intellettuali non direttamente impegnate nell’esperienza amministrativa. Daniele, all’indomani dell’addio a Palazzo San Giacomo, è stato proposto quale candidato sindaco unitario del centrosinistra per le prossime comunali del 2021, un orizzonte temporale che sembra lontano, ma che, per la costruzione di un progetto politico coerente e competitivo, risulta essere adeguato.

La nomina di De Majo, tuttavia, ha subìto immediate critiche da parte della Comunità Ebraica napoletana, che, in una nota, ha dichiarato: «La Comunità Ebraica di Napoli esprime il proprio sconcerto e preoccupazione nell’apprendere della nomina ad assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli della consigliera comunale Eleonora de Majo che, nel recente passato, aveva affermato che il ‘sionismo è nazismo’, paragonato l’allora premier israeliano Netanyahu a Hitler, definito il governo israeliano ‘un manipolo di assassini’ e gli israeliani ‘porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia’, riducendo il numero degli ebrei assassinati nella Shoà a 4 milioni».

A criticare la scelta di De Magistris è anche Francesco Gazzerino, leader della Lega Giovani di Napoli che ad Istituzioni24.it ha detto: «Esprimiamo piena solidarietà nei confronti della comunità ebraica della nostra città e condanniamo la scelta del sindaco De Magistris di nominare Eleonora De Majo come assessore alla cultura, che, in passato, ha espresso il suo pensiero antisemita, nei confronti del popolo israeliano». «Napoli merita di più e non può essere, assolutamente, amministrata da chi ha un pensiero primitivo ed infondato verso una comunità, perfettamente, integrata nel nostro territorio», continua Gazzerino.
«Il sindaco De Magistris, varando il suo decimo rimpasto, dimostra il suo fallimento come primo cittadino. I giochi di palazzo, in vista delle imminenti elezioni regionali ed amministrative, vanno, obbligatoriamente, fermàti! Nelle prossime settimane, in tutte le municipalità di Napoli, saranno raccolte le firme per chiedere le dimissioni anticipate del sindaco de Magistris» conclude il giovane esponente salviniano.

La replica della neo-assessora De Majo, eletta in DemA nel 2016, è stata immediata ed è partita dal suo profilo Facebook: «Un attacco mediatico squadrista, immotivato perché partito da un post che pubblicai nel lontano 2015, quando non ricoprivo alcuna carica istituzionale e nel quale commentavo duramente una dichiarazione in cui il premier israeliano Netanyahu, affermò all’assemblea delle Nazioni Unite che ‘Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli’, dichiarazione così assurda che poi fu costretto a ritrattare» scrive l’esponente del centro sociale napoletano Insurgencia.

«Una giornata in cui sono stata offesa e minacciata in ogni modo attraverso i social network e accusata di ‘antisemitismo’ e addirittura razzismo da figure politiche che soffiano su odio e intolleranza da quando hanno iniziato la propria carriera politica» polemizza De Majo, che prosegue: «Io che non ho mai mancato un appuntamento antifascista e antirazzista negli ultimi dieci anni, che sono stata nei campi profughi tra Macedonia e Grecia a guardare negli occhi gli effetti devastanti di quella politica dell’odio e del filo spinato praticata da chi oggi mi accusa. Essere radicalmente critici verso l’apartheid che lo stato di Israele pratica nei confronti del popolo Palestinese non ha nulla a che fare con l’antisemitismo. Meno che mai con il razzismo. Siamo il paese in cui i partiti di centro/destra, i cui esponenti oggi si riempiono la bocca accusando me di antisemitismo, votano contro l’istituzione della commissione sull’odio, voluta da una senatrice vittima della violenza nazista».

E conclude il suo post: «Questa campagna diffamatoria ad armi impari non la vincerete, fatevene una ragione. A testa alta e pancia a terra sono a lavoro per la città che amo».

 

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