Troppi fondi al Veneto, il Movimento Neoborbonico chiede par condicio sugli stanziamenti da “Sud a Nord”

Queste sono interminabili ore per i danni provocati dal maltempo lungo tutta la penisola italica. Tanta la solidarietà per la città di Venezia che sta combattendo contro l’acqua. Un pò meno forse per le città del Sud che combattono senza soldi nè voce. Il movimento neoborbonico ha manifestato la propria solidarietà tramite social nei confronti della città di Venezia e della sua storia, che non merita oggi di avere politici come quelli attuali, certamente più favoriti dal punto di vista delle disparità di fondi distribuiti da Nord a Sud, ma nello stesso tempo anche più “affaristi ed opportunisti”.

E pensiamo ai politici coinvolti nel caso “Mose” che, come tutti sanno, da opera di avanguardia, dal punto di vista meccanico e tecnologico, è diventato uno dei più grandi scandali politici ed economici senza precedenti dal 2003. Altro che “efficienti e virtuosi”: il Mose avrebbe dovuto salvare Venezia, invece la sta affondando. Quest’opera non è stata ancora inaugurata: da circa 20 anni è costata oltre 6 miliardi di euro. In queste ore tutti i media del mondo si rincorrono nell’esaltazione dei veneziani che “si stanno rimboccando le maniche”. Gli stessi media però, per gli eventi disastrosi di Messina o Ischia, parlavano di “abusi edilizi” o di “politici corrotti” e non di “maniche rimboccate”. Come se la gente si divertisse tra le macerie, magari recuperando i corpi dei loro parenti ed amici. E così i vari opinionisti di turno non si vergognano di parlare di “cerniere arrugginite” o dei “movimenti dell’acqua”, come se fosse colpa della natura, magari senza parlare di quel “miliardo bruciato in tangenti e consulenze” (in testa la Regione Veneto). Altro che classi politiche virtuose al Nord e criminali al Sud.

Che cosa avrebbero detto i Tg, gli opinionisti o i presentatori di turno se tutto questo fosse capitato dalle parti del Sud?
È esattamente così. Dopo gli ennesimi disastri ambientali e dopo i miliardi spesi negli ultimi anni per le opere che riguardano le messe in sicurezza delle città, si vedranno sempre più fondi dirottati al Nord, per ricostruire prima le loro città e sempre meno fondi per il Sud. E restiamo sconcertati dopo aver visto i gravi disastri anche nella capitale europea della cultura 2019, a Matera, oltre che a Gallipoli. Dopo i miliardi del Mose, dopo aver sbloccato altri fondi per il Veneto (755 milioni per gli “eventi climatici del 2018”), la Regione che in questi mesi porta la bandiera dell’autonomia differenziata, con la conseguente e famosa “secessione dei ricchi”, in queste ore pretende una mano da quello Stato da cui vuole allontanarsi. Vedremo ancora una volta assegnare fondi per le città del Nord e le briciole per quelle del Sud?
Il movimento neoborbonico chiede una “par condicio” per i fondi per la ricostruzione e la messa in sicurezza delle città. Qualcuno ascolterà?