Rivolta in Cile per una società più equa: “Il popolo unito non verrà mai sconfitto”

Continuano le proteste contro il presidente cileno Sebastián Piñera, a causa dell’aumento del prezzo del biglietto per la metropolitana. La rivolta è partita lo scorso 7 Ottobre da gruppi di studenti che sono entrati nelle stazioni di Santiago senza pagare il biglietto, e hanno denunciato la cattiva gestione delle istituzioni scolastiche e delle università, quasi tutte private. Alla protesta dei ragazzi si sono aggiunti quasi un milione di uomini di tutte le età, la rivolta è diventata una vera e propria lotta contro le disuguaglianze: i cittadini cileni lamentano l’aumento dei costi dell’acqua, della luce e dei medicinali, le pensioni e gli stipendi troppo bassi (uno stipendio medio è intorno ai 400 pesos, ossia 490€).

I numerosi disordini in Città hanno portato a circa 15 morti e 1500 arresti. Il presidente ha decretato lo stato di emergenza e il coprifuoco, poi revocato, anche l’aumento del prezzo dei biglietti è stato sospeso , ma i disordini continuano e per questo motivo anche le conferenze sul clima Cop25 e Forum cooperazione economica Asia-Pacific sono state annullate. La folla continua a cantare in piazza Bella ciao e a lottare per i propri diritti.

di Patrizia Borriello