Con la Dea Napoli incontrovertibilmente derubato

Il Napoli, che ieri sera ha giocato bene e stra-meritava la vittoria contro l’unica squadra dell’alta classifica che merita pienamente i punti che ha, è stato chiaramente e incontrovertibilmente derubato.
In questa stagione, dopo Mertens a Firenze su cui ci hanno ricamato per giorni interi, non è la prima volta.
Non vorrei ci fosse un disegnino per cercare di allontanare il Napoli da un piazzamento che per la società è vitale, magari per favorire il ritorno nella Europa che conta di qualche altra piazza che necessita di ossigeno.

Questa è una annata balorda assai, ancora una volta costretti ad un cambio forzato per l’ennesimo infortunio, speriamo non grave; due legni ed episodi (anche arbitrali e non solo quello eclatante nel finale, manca un doppio giallo al 16 bergamasco per esempio) che girano immancabilmente contro.
Siamo riusciti a far commettere un errore anche a Meret a cui, i detrattori per professione, davano (come è normale che sia per un portiere, tranne a Napoli) il merito di aver portato in dote punti, laddove invece il “pensionato” Ancelotti, venuto a far soldi insieme al figliuolo, non da il famigerato gioco.
Ora sarebbe logica solo una cosa: stringersi alla squadra, al mister e alla società e andarci a prendere ciò che è nostro. Ci si lamentava che il secondo posto ‘facile’ dello scorso anno, non fosse stimolante? Bene, ora gli stimoli ci sono, dimostriamo Amore e attaccamento puro.
So già che, passata velocemente la bufera contro arbitro e Var, si tornerà a criticare tutto e tutti, con l’immancabile occhio nostalgico rivolto al passato glorioso solo nelle vostre menti non pensanti e non tifose.
Sono stufo, stanco, avessi la forza scenderei da una giostra che non diverte più. Presumibilmente non lo farò, non ancora, perché il Legame è ancora saldo, ma solo con Partenope e la Maglia. Tutto il resto per me è morto.

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