Taglio dei Parlamentari: l’abc della riforma e lo scontro tra la Lega e il Governo sulla nuova legge elettorale

L’esame della proposta per il taglio dei parlamentari inizierà il 7 Ottobre alla Camera, esulta Di Maio, il testo dovrebbe essere votato l’8 Ottobre e quindi approvato in via definitiva,  si tratta della quarta ed ultima votazione.

Il testo prevede il taglio di 345 parlamentari con un conseguente risparmio di 500 milioni di euro per legislatura, una drastica riduzione della rappresentanza parlamentare che sta suscitando non poche polemiche, in molti sostengono che la riforma tuteli poco le minoranze e che non sia del tutto democratica.

Il Senato passerebbe da 315 a 200 senatori, quelli eletti nella circoscrizione estero  passerebbero da 6 a 4 mentre la Camera passerebbe da 630 a 400 deputati e nella circoscrizione estero da 12 a 8.

La riduzione dei senatori comporta l’abbassamento del numero minimo di senatori per regione.

Il numero minimo regionale passa da 7 a 3. Nulla cambia per Molise (2 senatori ) e per la Valle D’Aosta (1 senatore)

Nelle prime letture alla Camera sono state approvate anche le modifiche all’articolo 58, primo comma, abbassando il limite di età per eleggere i Senatori da 25 a 18 anni, uniformandolo a quello già previsto alla Camera.

Nella nota di aggiornamento al DEF del 10 Ottobre scorso furono introdotte della moficihe al programma di riforme istituzionali, una di queste era il taglio dei parlamentari ma non solo, infatti l’ex governo aveva in mente di abolire il CNEL (Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro), introdurre il ricorso diretto alla Corte Costituzionale sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni a causa di ineleggibilità e incompatibilità e in fine introdurre il referendum propositivo con l’eliminazione del quorum strutturale nel referendum abrogativo semplificando la raccolta firme.

Tutti questi punti sono stati approvati nei testi precedenti dal Governo Lega-M5S, adesso bisognerà capire se la nuova alleanza sarà disposta ad approvare il testo così com’è oppure emendarlo nuovamente e rallentare l’iter per l’approvazione, fonti vicine al Nazareno fanno sapere che il taglio sarà approvato solo se successivamente verrà modificata la legge elettorale passando ad un sistema proporzionale.

Intanto Calderoli ha dichiarato che la Lega depositerà in Cassazione il referendum sulla proposta di una nuova legge elettorale con sistema maggioritario, Salvini ha già ottenuto l’ok dal Veneto, Sardegna, Lombardia e Friuli , si attende l’ok dall’ultima regione e probabilmente sarà la Liguria a darlo,  visto che Toti è molto vicino a Salvini non dovrebbero esserci problemi nel appoggiare il leader del carroccio.

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