Roma | Arrestata finta broker finanziaria

L'avv. europeo Teodoro Calvo

Grazie alle prove documentali raccolte dallo Studio Legale Calvo & Partners

Grazie alle prove documentali raccolte degli Avv.ti Calvo Teodoro e Rigon Marco, il GIP del Tribunale Ordinario di Roma firma l’arresto della finta broker finanziaria Katia De Angelis, 48enne che aveva incassato più di 950mila euro illegalmente.

Sono cinque le vittime che lo Studio Legale Calvo & Partners ha sostenuto in questa difficile ed articolata azione lesiva innescata da una donna che, come l’accusa sostiene, ha furtivamente intascato di 115 mila euro, provocando un forte turbamento alle vittime ed alle loro famiglie.

“L’alta professionalità dei rappresentanti legali e soprattutto la vicinanza umana per le vittime sono stati pilastri fondamentali per sostenere la lunghissima attività dei magistrati che hanno dato fine a questa prima fase dopo ben 20 interminabili mesi di indagini”, ha commentato l’avvocato Calvo.

“Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell’assistito nelle forme e secondo i princìpi del nostro ordinamento”.
Continua il difensore Calvo, richiamando alla formula di impegno solenne dell’avvocatura.

“A volte tendiamo a dimenticare che l’avvocato è li per tutelare i diritti dei cittadini, favorire il rispetto e la consapevolezza del diritto e così contribuire a rendere sempre più vivibile e civile il mondo in cui viviamo. Quando facciamo riferimento alla figura dell’avvocato subito ci viene in mente quello che abitualmente fa: ci assiste in giudizio, fornisce consulenza giuridica, cerca soluzioni. Ma dietro a questa attività quotidiana esiste un compito più alto che l’avvocato assolve nell’interesse di tutti, anche sommessamente: svolgere il proprio dovere mantenendo un alto profilo come uomo di diritto.
Dopo questa doverosa premessa, vorrei riportare un interessante fatto accaduto tra il 2017 ed il 2018 che ha portato all’arresto di Katia, artefice dei reati attribuitogli dal GIP Daniela Caramico D’Auria, Magistrato del Tribunale Ordinario di Roma.
In una fredda serata di dicembre di due anni fa, ricevetti una telefonata da una mia cara amica di nome Roberta. In quel periodo collaboravo con lo Studio Legale Rigon diretto dall’avvocato Marco Rigon per poi diventare successivamente il titolare dello Studio Legale Calvo & Partners.
Dopo il racconto di Roberta, nel quale era coinvolto il marito Daniele, ho ritenuto opportuno confrontarmi con l’avvocato Rigon ed invitare il sig. Daniele per alcuni chiarimenti. Lo stesso si è presentato con alcuni amici /colleghi, tutti coinvolti e vittime della stessa questione. L’avvocato Rigon decise di assistere le 5 vittime e conseguentemente volle il mio sostegno come esperto in criminologia e vittiminologia, ma soprattutto per il mio passato da ex militare dei reparti operativi.
Come tecnico esperto nelle investigazioni goblali e comunicazioni ho da subito inquadrato la delicata questione, invitando tutti i soggetti lesi ad un successivo incontro di ricognizione per l’acquisizione di tutta la documentazione necessaria. Ogni singolo elemento era infatti divenuto indispensabile e la piena collaborazione delle 5 vittime si è dunque rivelata essenziale per il nostro lavoro e conseguentemente per la Procura di Roma. Tra documenti vari, messaggi scritti, telefonate e registrazioni audio siamo riusciti a comprendere con estrema chiarezza la natura criminosa del responsabile di queste attività illegali. Oltre all’assistenza legale ho realizzato una chat per comunicare tempestivamente con tutti i soggetti coinvolti. La chat in questione aveva inoltre una seconda utilità: fornire un sostegno morale alle 5 persone assistite dall’avvocato Rigon, incoraggiandole ad avere fiducia nelle istituzioni”.
Sono stati necessari più di quattro mesi di duro lavoro per redigere le 29 pagine di denuncia querelale.