Economia | Toccata soglia dei 7 Yan per dollaro americano

 

Questo il nuovo valore della moneta cinese in risposta ai dazi americani che partiranno dal primo settembre 2019.

Un valore che sfiora i minimi storici in un gap di ben 11 anni dopo che sembravano essersi attenutati i conflitti commerciali tra i due paesi o almeno, era ciò che il Presidente Trump sperava.

Su twitter le accuse di Trum il quale scrive: “La Cina ha abbassato il prezzo della loro valuta ad un minimo storico. Si chiama manipolazione della valuta. Stai ascoltando, Federal Reserve? Questa è una grave violazione che indebolirà notevolmente la Cina nel tempo!”.

La risposta a questa affermazione avviene in breve tempo dalla banca di Pechino, la quale smentisce un suo coinvolgimento nella volontà di manipolare la sua valuta.

Ma quali gli effetti di questa svalutazione?

Forti tensioni sono già emerse sui mercati mondiali, facendo registrare forti cali sui maggiori indici di borsa. l’Eurostoxx 600, che racchiude le più grandi aziende quotate in Europa, ha perso il 2,2%, con 180 miliardi di capitalizzazione in fumo. A Parigi il Cac40 perde 2,19 punti percentuali ed il Ftse 100 cede il 2,47%. Più moderate le perdite nelle borse di Francoforte e Milano rispettivamente con 1,8 e 1,3 punti percentuali.

In salita, però, i beni rifugio dove l’oro ha un’ascesa di ben 2 punti percentuali.

Una mossa svalutativa atta non solo a mostrare la fierezza e la tenacia della Cina, ma una risposta ben assestata che, insieme al blocco di acquisto dei prodotti agricoli americani, impedirà a molte aziende statunitensi di esportare nel continente asiatico.

Una strategia ben assestata dunque, che se non gestita nel modo corretto, però, potrebbe divenire un boomerang per le stesse aziende cinesi. Molte di queste, infatti, sono indebitate in dollari e con un minimo rafforzamento della valuta americana, rischierebbero il collasso.

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