Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia: “Altro che favoletta dei 1000, l’Unità d’Italia frutto di un patto tra massoneria e potentati, con l’aiuto della camorra”

Da 30 anni sotto scorta, il Procuratore antimafia Nicola Gratteri ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni dal carattere storico alla testata Istituzioni24. Un punto di vista, il suo, che sembra sposare la tesi di chi reputa il 1861 la data di un matrimonio forzato e dunque non consensuale:

“La favoletta dei mille che dalla Sicilia arrivarono in Campania – spiega Gratteri – regge poco. Dal momento che l’esercito borbonico era composto da 20.000 uomini, se i 1000 fossero stati realmente ed unicamente 1000 non ci sarebbe stata alcuna partita. Evidentemente la loro passeggiata tra le regioni meridionali fu anzitutto aiutata dai gattopardeschi latifondisti. Un patto che vide tra gli artefici anche la massoneria e i potenti dell’epoca.
Ma poi, alla fine, anche col neonato regime repubblicano i latifondisti continuarono a comportarsi come padroni. Ma si ebbe poi anche il supporto della camorra locale, come avvenne del resto durante lo sbarco degli americani in Sicilia. Fino ad arrivare ad oggi, la nostra storia è costellata di rapporti tra gli uomini delle istituzioni e la mafia” conclude il Procuratore della Repubblica di Catanzaro.