Smart city, l’investimento del futuro?

L’aumento demografico e la migrazione dai piccoli paesi alle grandi metropoli, ha reso sempre più difficile la vita quotidiana dei singoli cittadini e sempre più allettanti le sfide per gli ingegneri ed architetti “costretti” a progettare e pianificare, in ambito urbanistico, un’ottimizzazione dei servizi già in essere ed un’ innovazione dei servizi pubblici in sinergia con l’evolversi delle nuove tecnologie e dell’ utilizzo smodato di risorse naturali, energetiche, idriche, minerarie e agricole

I dati su Pil, ricchezza, capitali e investimenti, denotano che il fulcro dell’economia  economica mondiale è detenuta principalmente da grandi ed enormi città; si pensi che attualmente gli agglomerati urbani producono l’80% del Pil planetario.

Tutto ciò, ha creato, in ambito finanziario, un enorme potenziale di investimento, andando a coprire una quota molto rilevante dei mercati quotati, spingendo sempre più gestori , a perfezionare investimenti in questo settore.

Tra i più attivi in tal ambito, troviamo Pictet Asset Management, pioniera e leader nel campo delle strategie tematiche.

La casa francese, ha infatti ideato un fondo comune di investimento, per lo più azionario, intitolato proprio SmartCity dichiarando l’obiettivo di una crescita del capitale nel lungo periodo, investendo in aziende attive nello sviluppo delle città del futuro a livello globale.

Un investimento sicuro, sembrerebbe ai più, con ampie prospettive di guadagno ed enormi margini di crescita. Tutto ciò è vero, ma non risulta privo di rischi.

Proprio l’eterogeneità delle società che costituiscono l’universo investibile, che si accompagna a mutamenti tecnologici ancora in divenire ed a approvazioni e tensioni politiche, crea una incertezza sulla stabilità e sulla sicurezza dell’investimento stesso.