Campania | Ronghi – Nonno (FdI): De Luca calpesta professionalità interne

NAPOLI – “Con la Delibera sul nuovo regolamento per i Concorsi per la Giunta, De Luca, consapevole che non tornerà mai più alla presidenza della Regione, crea le condizioni che sembrano favorire i dirigenti esterni a discapito dei funzionari di ruolo e dei milioni di giovani che sono in cerca di lavoro”.

È quanto hanno affermato Salvatore Ronghi, esponente di “Sud Protagonista”, e Marco Nonno, consigliere comunale di FdI, che, sul tema, hanno tenuto, stamani, una conferenza stampa, davanti alla sede del Consiglio regionale, sulla delibera di Giunta regionale n. 149 del 9 aprile scorso sul nuovo Regolamento in materia di accesso mediante procedure selettive agli impieghi della Giunta regionale della Campania e sulle modalità di svolgimento dei concorsi.

“Caldoro è ancora capo dell’opposizione in Consiglio regionale? Esiste ancora questa figura politica? – chiedono Ronghi e Nonno per i quali “è assordante il silenzio del centrodestra su questo e su altri temi”.

“De Luca e il centrosinistra calpestano le professionalità interne alla Regione per favorire sistemi di reclutamento che sembrano clientelari – ha sottolineato Ronghi – , in questa direzione sembra andare il Regolamento per i concorsi per il quale, con gli art.13 e 37, si crea una corsia preferenziale per gli esterni”.

“Dietro al paravento del Piano Lavoro per i giovani, De Luca nasconde i suoi veri obiettivi, nell’ambito di un  centrosinistra che non sembra avere alcun reale interesse per il miglioramento dell’amministrazione regionale ma solo per operazioni come la stabilizzazione dei comandanti in Consiglio regionale” – ha aggiunto Nonno.

Ronghi e Nonno hanno scritto una lettera al Ministro della Pubblica Amministrazione e alla Corte dei Conti della Campania sui contenuti degli art. 13 e 37 del Regolamento per sottolineare che “tali norme sembrano illegittime e contrastanti con quelle nazionali, che sono finalizzate a garantire un livello selettivo più elevato ai fini dell’accesso alla dirigenza pubblica e potrebbero comportare un danno erariale, oltre a sollevare la delicata questione politica che, per gli scriventi, è prioritaria, di evitare eventuali strumentalizzazioni clientelari e di favorire l’assunzione nei ruoli regionali dei milioni di giovani italiani in cerca di lavoro che potrebbero effettivamente ammodernare e migliorare la Pubblica amministrazione regionale”.