Cultura | Lo sguardo e l’azione di una scuola di periferia: Giuseppina Marzocchella ne parla nel suo libro, che si presenta a Napoli

NAPOLI – Lunedì 3 giugno, alle ore 15, non prendete impegni! Al Museo della Legalità dell’Istituto Comprensivo Rodari-Moscati” in Via Mianella 28, si presenta il libro di Giuseppina Marzocchella, preside della medesima scuola, dal titolo “Da scuola di periferia a centro di legalità. Buone pratiche all’I.C. 64° Rodari-Moscati di Napoli”, edito da Simone per la scuola.

Marzocchella ha voluto far conoscere agli addetti ai lavori, in particolare ai docenti e ai presidi di altri istituti, il suo lavoro in una scuola di frontiera, nel quartiere di Miano, a Napoli. Impegno che ha dovuto – e deve – districarsi fra l’illegalità diffusa e la conseguenza più plateale di quest’ultima, cioè la disillusione nei confronti dell’istruzione, della scuola e, più in generale, del futuro. «Nella periferia, quasi tutte le persone vivono il rifiuto alla socialità, defezionano dal presente perché atterriti dall’impedimento ad una visione del futuro. […] Così, quando una società in crisi, per proteggersi e sopravvivere, aderisce massicciamente e in modo irriflesso ad un discorso di tipo criminoso, illegittimo e violento, è la barbarie che bussa alla porta», scrive l’autrice, che, chiarisce, però, la sua volontaria astensione da un’analisi di contesto strettamente sociologica, in quanto di competenza di altri esperti.

Tuttavia, ci tiene a sottolineare come a Miano, oltre alla storica crisi occupazionale da lavoro regolare, vi sia un grave deficit di strutture utili ad ospitare e aggregare la popolazione giovanile, la più esposta, ed una forte carenza del trasporto su gomma diretto verso il centro della città, sebbene quello su ferro pare sia in fase avanzata per essere implementato.

Alle insufficienti politiche pubbliche su questo territorio, si aggiungono le questioni più sociali, che si riflettono, inevitabilmente, sul rapporto con la scuola. Specificamente, la dirigente scolastica fa riferimento alla struttura familiare di stampo tradizionale, che vede l’uomo capofamiglia e procacciatore dei mezzi di sostentamento e la donna affidataria della cura della casa e dei figli. Ancorché questo modello possa sembrare poco attuale, è, forse, quello più accettabile rispetto agli altri che, quando presenti, non garantiscono di seguire adeguatamente i figli: uno o entrambi caduti in qualche forma di dipendenza, uno o tutte e due sottoposti a misure restrittive della libertà, ambedue intenti a provvedere, o legalmente o illegalmente, alla sussistenza personale e famigliare. «Questo dà vita a fenomeni di dispersione e di abbandono scolastici, quando non addirittura di avvio alla militanza nelle file della camorra», che è molto radicata in questo quartiere.

Miano, sostiene Marzocchella, «soffre dell’osmosi con Scampia che, come una spugna assetata, assorbe risorse perché sta sempre al centro della scena», perché «osserviamo che da tempo a favore di Scampia c’è da parte delle istituzioni centrali l’erogazione di fondi a finanziamento e sostegno di attività sociali», perché, probabilmente, è più forte il sentimento di riscossa e l’impegno socio-culturale.

Proprio perché Scampia è diventata – si può dire – un brand e pian piano sta riuscendo ad affrancarsi dalle tradizionali etichette, grazie anche alla rete e alla visibilità generata, Giuseppina Marzocchella è consapevole che, da sola, la scuola può far ben poco, se non è supportata dalle Istituzioni e dalle altre realtà territoriali.

Infatti, fin dall’inizio del suo incarico alla Rodari-Moscati, ha inteso sottoscrivere una serie di protocolli con vari soggetti – quali le scuole vicine, il distretto sanitario locale, le forze dell’ordine, le associazioni già operanti a Miano e nelle zone limitrofe –, nell’ambito del progetto MianoInTesta, che, giunto al terzo anno, ha obiettivi di medio-lungo termine per far riemergere il territorio attraverso l’arrivo di fondi, la valorizzazione delle risorse già presenti, la riqualificazione culturale ed urbana.

L’autrice si è posta l’obiettivo di ri-creare legami con il territorio e con la città, sapendo che può trovare a sostegno delle sue idee e delle iniziative pensate con i propri docenti il Sindaco Luigi De Magistris, il quale, tra l’altro, ha firmato la prefazione al volume e ha applaudito all’approccio gestionale a cui si ispira Marzocchella. «La scuola», dice De Magistris, «adottando come parte della propria missione la costruzione di reti e legami e di una forte relazione tra sistema scolastico e sistema sociale, ha rivisto i propri obiettivi, i modelli gestionali e progettuali, per aprirsi sempre di più, accogliere sia la sofferenza sia la bellezza, esaltare i valori di legalità nella logica del dialogo continuo e costruttivo anche con gli aspetti più problematici di una comunità scolastica altamente fragile».

“Da scuola di periferia a centro di legalità” è composto da poco più 100 pagine, un compendio che raccoglie e racconta quanto fatto dal 2016 nel Rodari-Moscati, un istituto con 5 sedi dislocate nel quartiere, diventato un presidio attivo di prevenzione e contrasto ai fenomeni di devianza, che possono richiamare soprattutto i più piccoli e i più fragili socialmente.

Marzocchella, infaticabile e dinamica dirigente scolastica, con questo primo volume ha voluto, anzitutto, saggiare l’interesse dei lettori verso analisi e pratiche della vita scolastica, poi, proporre modelli di intervento da re-interpretare a seconda dei contesti. Proprio per questo, aprendo squarci su una realtà difficile come Miano, il libretto insiste sulle difficoltà che incontrano gli operatori scolastici a far immaginare nuovi esempi e sulle azioni educative, che, malgrado buone, non possono dirsi per sempre consolidate, poiché hanno la necessità costante di «calarsi nelle situazioni concrete, di indagarne i mutamenti con una prospettiva ampia e criticamente disincantata, di assumere uno sguardo problematico».