Europee | Eliana Baldo (Europa Verde): “Mi candido per promuovere modelli economici innovativi e scelte etiche che superino le attuali logiche condizionate dal profitto”

“Per un’Europa che rinnovi la propria promessa. Per un’Europa che mostri la strada da seguire, in cui le persone e il pianeta vengano prima dei profitti. In cui le donne non siano mai seconde agli uomini. In cui i diritti non siano negati a nessuno e ogni voce sia rispettata. È per questo che lottiamo”. Lo scrive, sul proprio sito web, Europa Verde, la lista nata dall’unione fra la Federazione dei Verdi, guidata da Monica Frassoni, e Possibile di Beatrice Brignone e Giuseppe Civati per correre alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

Proprio Pippo Civati, ex consigliere regionale in Lombardia e deputato del Partito Democratico, nei giorni scorsi, è stato protagonista di un botta e risposta con la sua stessa lista, a causa della presenza, in Europa Verde, di presunti candidati vicini all’estrema destra. Accuse, comunque, rispedite al mittente sia da Angelo Bonelli, altro leader dei Verdi, sia dalle candidate Farinaro e Vernengo al centro delle polemiche, in quanto «da sempre vicine alle idee e alle battaglie storicamente appartenute agli ecologisti e alla sinistra».

Sono dodici le priorità che Europa Verde propone ai suoi elettori per cambiare l’Europa, che non toccano solo aspetti ambientali ma vogliono incidere anche su altri aspetti della vita sociale di ciascuno, tra queste: combattere i cambiamenti climatici, eliminando per gradi l’energia fossile, investire nell’economia verde, difendere il diritto di asilo e istituire canali legali e sicuri per l’emigrazione, rendere il treno la vera alternativa all’aereo, promuovere cibo locale senza pesticidi e OGM ed allevare animali senza crudeltà, sostenere la parità di genere e combattere la violenza sulle donne.

La parità di genere, quale priorità per questo raggruppamento di forze, è già diventato realtà attraverso la scelta di cinque capolista donne nelle altrettante cinque circoscrizioni in cui è suddiviso il nostro Paese, scelta che Frassoni, in una recente intervista a Linkiesta, ha spiegato così: «Il maschilismo nella politica è persistente e noi siamo fieri di mostrare come il nostro partito si possa distinguere in questo senso».

Una di queste cinque donne, candidata al Sud, è Eliana Baldo, avvocata tarantina, specializzata in diritto ambientale. Baldo è conosciuta per essere la legale di parte civile nel processo sull’inquinamento ambientale a Taranto e per il suo attivismo a sostegno della salute.

Istituzioni24.it ha voluto farle alcune domande sulla sua candidatura in Europa Verde, sui temi legati all’ambiente e sull’Europa attuale e futura.

Cinque capolista per Europa Verde nelle cinque circoscrizioni elettorali: un segnale di attenzione alla prospettiva femminile?

Sì, è decisamente una scelta del partito operata in direzione dei temi della parità di genere che è uno dei dodici punti cardine del nostro programma politico.

Lei è nota per essere l’avvocata di parte civile sull’inquinamento ambientale tarantino e per le sue lotte in favore dell’ambiente e della salute. Quali sono le sue priorità, in un’ottica europea, se dovesse essere eletta?

Proprio sui temi ambientali è necessario, ora più che mai, conquistare posizioni strategiche più avanzate in Europa, più aperte e più in linea con le esperienze di altri paesi europei. Con questi sarà utile confrontarsi ed allearsi per rafforzare i principi che tutelino i territori e i cittadini, per rafforzare il dibattito sui grandi temi dell’ecologia, dell’ambiente da salvare, della green economy e si diriga decisamente verso una ormai necessaria inversione di tendenza sull’uso che ne stiamo facendo di questo pianeta.

In riferimento al disastro ambientale dell’area di Taranto, una priorità potrà essere quella di far avanzare in Europa le azioni che portino alla chiusura delle attività inquinanti, programmandone le fasi e le attività qualificanti che compensino l’occupazione, che avviino i programmi di bonifica del territorio e il recupero dell’ambiente naturale devastato da decenni di abusi mai seriamente contrastati. Altro grande obiettivo da porsi sarà il rilancio dell’economia che superi la prevalente dipendenza attuale dalla produzione dell’acciaio, generando, di conseguenza, il rilancio occupazionale, sociale e culturale. A ciò si aggiungerebbe il potenziamento delle infrastrutture di collegamento, così da rendere lo scenario complessivo più evoluto e più europeo.

Che Unione Europea vorrebbe dopo il voto di fine maggio e quale, realmente, ci attende?

Il futuro ci deve dare delle speranze e per questo confido in una Europa dei popoli, un’Europa democratica e partecipativa, solidale ed accogliente, attenta alla realizzazione di modelli di crescita sostenibile. Grande attenzione dovrà essere rivolta, ad esempio, ai temi dell’agricoltura e alle risorse economiche da destinare alle produzioni biologiche e alle filiere agroalimentari sostenibili, puntando a invertire il concetto e gli impegni tuttora profusi più che altro in direzione della chimica applicata all’agricoltura.

I temi sono tanti: c’è bisogno di più impegno da parte di tutti, più coscienza e più conoscenza per affrontare e aiutare a mantenere ancora vivo l’ambiente in cui viviamo e più sostenibili il paesaggio, i borghi e le città, luoghi a cui apparteniamo e in cui viviamo.

La sedicenne Greta ha riportato i temi ambientali al centro del dibattito pubblico, richiamando i giovani nelle piazze in un modo maggiormente efficace rispetto alle organizzazioni politiche che a queste lotte si dedicano da più tempo. È davvero un momento propizio o è solo una bolla mediatica?

In generale, il momento sembra propizio se guardiamo con fiducia ad un evidente risollevamento delle coscienze specialmente da parte delle giovani generazioni di cui Greta può considerarsi l’emblema.

C’è da aggiungere che in Italia, paradossalmente, Greta subisce anche una notevole campagna denigratoria forse perché fa paura alle forze di governo che mediaticamente cercano di depotenziare il messaggio, forte e disperato, lanciato dalla sedicenne, fino ad avanzare illazioni sulla possibilità di retro scenari inquietanti e di ipotesi di strumentalizzazione della ragazza.

Ecologia, lotta ai cambiamenti climatici, tutela del pianeta sono il senso del futuro del mondo. Sono i grandi temi su cui, con attenzione e preoccupazione, si stanno concentrando i giovani ai quali bisogna cercare di dare e di avere sempre più fiducia, giovani che vogliono ancora sperare essendo rivolti al futuro e a un mondo migliore.

In Europa, ogni nazione ha un suo partito verde; restando solo ai nostri confini, notiamo che in Austria, in Francia e in Germania hanno un peso importante. Perché, in Italia, i Verdi hanno difficoltà ad avere un più alto consenso?

Probabilmente, i paesi del Nord Europa sono culturalmente più pronti alle rinunce e al rinnovamento e più attenti ai temi dell’ecologia e del cambiamento. Favorire i cambiamenti culturali, in Italia, significa pensare che i nostri usi quotidiani, più virtuosi, diventino parte di un progetto politico. Questa consapevolezza e questo atteggiamento culturale è senz’altro più forte nei paesi del Nord.

È auspicabile, poi, che, da noi, i Verdi diventino un soggetto interlocutore politico più forte per evitare di incorrere in errori di alleanze con altri partiti che possono portare a confondere messaggi ed esperienze.

In tutto questo, nella sfiducia e nella disaffezione generalizzata verso le istituzioni europee in particolare, c’è da cogliere alcuni segnali positivi che, tornando a Greta, non sono altro che la punta dell’iceberg di un fenomeno sotterraneo più forte.

Misurarsi politicamente con questi temi significa confrontarsi anche con la deriva, spesso culturale, sugli usi e gli abusi indiscriminati basati sui grandi consumi delle risorse naturali e sull’inquinamento ambientale.

Tre motivi per votare lei e la lista Europa Verde il prossimo 26 maggio.

Il 26 maggio, Europa Verde si propone agli elettori come lista con una storia ben precisa e con posizioni ben definite relativamente alle varie questioni aperte sulle diverse emergenze ambientali.

Per Europa Verde, i punti fondamentali da portare avanti sono il diritto alla vita e l’impegno per la salvaguardia continua dell’ambiente dove sia tutelato il paesaggio e, come naturale conseguenza, la salute e la qualità della vita. Il diritto alla vita si declina in maniera differente e mostra delle peculiarità a seconda del territorio cui si riferisce.

Sono candidata con Europa Verde per questi tre motivi principali: Il primo, perché Europa Verde è l’unica forza politica che può fare la differenza nella lotta ai cambiamenti climatici, che è una priorità dell’Europa del futuro; il secondo, ritengo di poter dare il mio contributo attivo anche sotto il profilo politico, tecnico e professionale al progetto politico di Europa Verde; il terzo, per promuovere modelli economici innovativi e scelte etiche che superino le attuali logiche orientate prevalentemente verso scenari condizionati dal profitto.