Napoli | Tornano le poesie di “Don Raffaè” con il libro “Raffaele Cutolo, poesie dal carcere”

L’ultimo volta che Raffaele Cutolo pubblicò un libro di poesie il suo libro fu bloccato dalla magistratura. Eravamo negli anni ottanta. Adesso ci riprova.
“Mi scuserete ma non riesco a parlare davanti a tutte queste persone. Posso dire solo che Raffaele è diverso da quello che si mostra, bisogna conoscerlo. Il vero Raffaele non è quello che hanno creato. Io e mia figlia, Denise, ne siamo la prova”.
Queste le parole di Immacolata Iacone che non ha nascosto la sua emozione e la gratitudine durante la presentazione del libro “Raffaele Cutolo poesie dal carcere”, edizioni Neomediaitalia.
Il testo è curato da Gianluigi Esposito che ha raccontato durante la serata quanto “l’amore per una donna possa cambiare un uomo”.
“Queste poesie raccontano la vita e la solitudine di un uomo che non ha mai
voluto sconti di pena, che da detto «il crimine non paga» e ha deciso di mettere al
mondo, con sua moglie Immacolata, una figlia, Denise che oggi è la loro unica
ragione di vita”.
Un evento tenutosi presso la Libreria del Cinema e del Teatro di parco Regina margherita, dei fratelli Cannavale, al quale hanno partecipato in tanti, molte figure illustri del territorio campano come il Garante dei diritti dei detenuti Samuele Ciambriello, il giornalista/editore Francesco De Rosa, l’attore Gianfranco Gallo e lo psicoterapeuta Pasquale Riccardi.
I relatori hanno guidato la presentazione con la loro esperienza: lo psicoterapeuta Riccaridi ha ricordato come l’arte e la scrittura possano “aiutare Raffaele a sentirsi vivo e a non lasciarsi andare”.
L’attore Gianfranco Gallo ha ricordato quanto “l’amore puro, quello vero, possa cambiare un uomo e la possibilità di riscatto che dovrebbe essere data ad un uomo convertito”.
L’attore ha raccontato di aver incontrato più volte Denise, la figlia di Cutolo. A livello cinematografico sono pronti un film ed un corto.
Impegnative le parole del garante Ciambriello che ha ricordato i suoi inizi nel carcere di Ariano Irpino e Bellizzi, nei reparti di alta sicurezza, a metà anni ottanta: “Immaginatevi la condizione di qualcuno che non ha luce, che vive nel buio di una cella, come si può accettare che un uomo possa vivere in queste condizioni. Io sono stato il primo ad accogliere nella mia vita un ex detenuto di alta sicurezza come collaboratore-segretario quando ero consigliere regionale. Perché un uomo deve essere interessato alla dignità dell’uomo. Perché solo con l’interesse e la disponibilità si può cambiare la vita di questi uomini, solo incontrando l’amore può avvenire la vera conversione -ha poi concluso Ciambriello, sostenendo che “ in un paese civile e democratico si può togliere la libertà di un uomo ma non la sua dignità. Attenzione, io non sono dalla parte dei carnefici, io sono per  far rispettare gli articoli 2, 3 e 27 della Costituzione ed andare oltre il muro dell’indifferenza. Penso che molti storceranno il naso quando sapranno di queste poesie, di questa presentazione. Intanto Denise che fino ad ora ha potuto vedere ed abbracciare il padre, da ottobre, quando compirà 12 anni, lo potrà vedere solo attraverso il vetro!“.
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