Roberto Massimo, neosegretario UIL Sicurezza di Napoli: “La nostra è una professione di responsabilità e di lucidità che richiede un lavoro di squadra”

L’Unione Italiana del Lavoro (UIL) del comparto Sicurezza è nata da pochi mesi. È il sindacato che raccoglie le necessità di tante donne e di tanti uomini in servizio presso la Polizia di Stato, con l’obiettivo primario di garantire l’esercizio delle effettive libertà sindacali riconosciute a tutti i lavoratori e di tutelare gli iscritti anche sotto il profilo contrattuale.

La UIL Sicurezza, attualmente, guidata da Antonio Lanzilli, non limita la sua azione ad una mera rivendicazione di diritti o alla difesa delle posizioni della categoria, ma intende aprirsi alla cittadinanza tutta e alla collaborazione fattiva con il datore di lavoro, rappresentato dal Ministero dell’Interno. Lo fa, nel primo caso, per leggere le richieste di sicurezza provenienti dalle città e renderle più vivibili, nel secondo caso, per avere un confronto franco e continuativo con chi governa il settore, affinché vengano riconosciute alla Polizia quelle risorse umane ed economiche, che, oggi, sono scarse. La UIL Sicurezza ha, dunque, una posizione importante, che rispecchia la sua natura di sindacato confederale e, come tale, consapevole dell’autorevolezza posseduta per far sentire la propria voce.

In attesa del 1° Congresso nazionale in programma il prossimo 19 aprile, a Roma, nella sede di Via Lucullo 6, le province di Milano, Firenze, Caserta, Cosenza, hanno votato il loro segretario. Lo stesso è accaduto al sindacato partenopeo che, il 31 marzo, ha eletto Roberto Massimo al timone.

Oltre al Segretario nazionale Tanzilli, al Congresso di Napoli, hanno preso parte l’Assessore regionale alla sicurezza e già capo della Direzione Nazionale Antimafia (DNA), Franco Roberti, e Giovanni Sgambati, Segretario Generale della UIL Campania. Sgambati ha rilevato l’imprescindibilità di rimettere al centro il poliziotto come lavoratore per assicurare sicurezza in un momento storico-sociale così incerto e complesso, dichiarando all’assemblea dei presenti: «Un comparto importante quello delle nostre Forze dell’Ordine, perché nelle mani di questi lavoratori e lavoratrici c’è la sicurezza dei nostri cittadini, dei nostri territori, c’è la lotta complicata alla criminalità organizzata ed il contrasto ad ogni forma di illegalità. Ma tutto questo è possibile solo dando dignità, tutele e strumenti ai lavoratori della sicurezza».

Istituzioni24.it ha voluto conoscere meglio le posizioni e le priorità del neosegretario Massimo, ponendogli delle domande.

Lo scorso dicembre, come UIL Sicurezza Nazionale, avete incontrato il Ministro Salvini. Cosa avete chiesto e cosa chiedete alle forze politiche e al Governo?

Erano presenti il Ministro dell’Interno Salvini, il Sottosegretario all’Interno Molteni ed il Capo della Polizia Gabrielli, i quali, in chiave sinergica, sono gli interlocutori principali per garantire il miglioramento delle condizioni lavorative e di vita degli uomini e delle donne in divisa. La UIL Sicurezza, attraverso il Segretario Generale Nazionale Antonio Lanzilli, chiede l’avvio della fase concertativa per il rinnovo del contratto di lavoro, relativo al triennio 2019/2021, per rimodulare, migliorandole, le indennità accessorie che vedrebbero crescere lo stipendio di questi lavoratori verticalmente e non solo orizzontalmente. Tenga presente che l’ultima modifica normativa risale al lontano 2009.

Rivendichiamo, inoltre, la separazione tra i comparti Sicurezza e Difesa, in maniera da armonizzare le scelte e accelerare il funzionamento del sistema Sicurezza del Paese, nonché di individuare idonei finanziamenti per avviare la contrattazione dell’area dirigenziale.

Fresco di elezione a Segretario provinciale. Quali sfide l’attendono per il comparto sicurezza a Napoli?

Prima di tutto il mio compito sarà stabilizzare l’organizzazione che ho l’onere e l’onore di rappresentare, la UIL Sicurezza di Napoli è un sindacato di riferimento confederale e ne condivide pienamente i valori. Valori che ci rendono la vera alternativa nell’attuale panorama sindacale frammentato ed instabile. Le sfide sono molteplici, a partire dall’equa distribuzione delle risorse umane su tutti i posti di Polizia, poiché, per delle scelte organizzative dei vertici della Questura, molti commissariati e divisioni sono in seria difficoltà nello svolgimento delle pratiche d’ufficio, non riuscendo, soprattutto, a coprire il territorio con le volanti a discapito della sicurezza dei cittadini.

Non trascurabile, poi, è la mancanza di fondi, utile per rendere più sicuri alcuni luoghi di lavoro, dove vi è un rimbalzo di responsabilità che mette a repentaglio la salute degli uomini e delle donne in servizio nella provincia partenopea.

Altra sfida è l’ordine pubblico allo stadio per le partite del calcio Napoli. La UIL Sicurezza ritiene sia necessario che i costi e gli oneri in fatto di sicurezza ricadano interamente sul club partenopeo e non sui cittadini, con le tasse. Considerato che i milioni di euro per i calciatori ci sono, sarebbe ora di trovare i fondi per il pagamento dell’intero costo della sicurezza sia fuori sia dentro lo stadio.

Criminalità organizzata, paranze dei bambini, baby gang. Cosa vuol dire fare il poliziotto a Napoli?

Significa mettere in secondo piano la famiglia, i figli ed il tempo libero. Una professione che, particolarmente a Napoli, richiede abnegazione e sacrificio per arginare i fenomeni di macro e micro criminalità. Un freno favorito dalla dedizione, dalla forza e dal coraggio di poliziotti e poliziotte, che arrestano i criminali, assicurandoli, così, alla Giustizia. Ultimo, lampante episodio, è l’arresto di Marco Di Lauro, boss latitante della camorra, catturato grazie alla grande professionalità degli investigatori della Squadra Mobile, che, in questo modo, hanno reso più libero il territorio e più sicura la vita dei cittadini.

Per quanto concerne le baby gang, ritengo sia un problema di malessere presente in alcune zone di Napoli, capace di far adottare comportamenti violenti e spietati. Posso garantire che la Questura attua tutte le strategie possibili per porre un argine a questi spiacevoli episodi, ma, contro un deficit sociale, ci vorrebbe l’aiuto del cittadino stesso e dell’azione della scuola perché si possa ritrovare il giusto equilibrio per un futuro migliore.

Al Congresso napoletano, il Segretario nazionale Lanzilli ha avvertito che l’età media dei poliziotti italiani è di 46 anni e che, entro il 2030, ci saranno 40mila pensionamenti. La legge di Bilancio 2019 ha autorizzato l’assunzione di 6150 unità nel prossimo quinquennio. Come valuta questa scelta?

Guardi, non vi è soluzione differente dalle assunzioni previste dalla legge di Bilancio, anche se, personalmente, le ritengo insufficienti. Per abbassare drasticamente l’età media in Polizia, si dovrebbe tornare al sistema degli ausiliari di leva, il quale prevedeva la possibilità, inizialmente, di prestare il servizio militare per due anni nella Polizia di Stato, poi, di diventare effettivo.
Converrà con me che, entrare nel corpo a 19 anni, potrebbe evitare che un lavoratore over 50 salga su una volante, un servizio considerato altamente usurante. Inoltre, nessuno lo scrive ma l’assunzione delle 6150 unità è spalmata su 10 anni.

Il video della dirigente della DIGOS che, a Verona, con lucidità e senza cedere alla provocazione, allontana il giovane che la offende, ha fatto il giro del web. Quale profilo deve avere il poliziotto ai nostri giorni? Si sente di dare dei consigli agli aspiranti agenti?

Il consiglio che posso dare alle new entry è quello di indossare con onore la divisa della Polizia di Stato, fatto che, contestualmente al rispetto delle regole da parte di chi ne è custode, crea le condizioni per un comportamento etico e morale.

Non possiamo dimenticare di essere in democrazia; il nostro compito è quello di tutelare non solo la sicurezza dei civili, ma anche quella di coloro che, democraticamente e pacificamente, sentono l’esigenza di manifestare. Considerato che i cittadini rinunciano a una parte dei loro diritti per essere protetti dalle forze dell’ordine, dobbiamo avere un profilo equilibrato, senza mai compiere atti di violenza gratuita, poiché, in quel caso, perderebbe di credibilità sia il singolo agente responsabile sia lo Stato intero.

Un tema, forse, controverso: la parità di genere. Quanto è salvaguardata, realmente, in Polizia?

Le posso assicurare che la parità di genere, in Polizia, è garantita. Non solo dalla normativa vigente che tutela le lavoratrici madri, il ricongiungimento del coniuge, ma, fattivamente, anche qui a Napoli, dal fatto che molti uffici cardine sono diretti da donne in divisa, la cui presenza fa, spesso, la differenza.