Traffico di badanti irregolari: mega operazione dell’Ispettorato del Lavoro

Parla Bruno Perin, Vicepresidente dell’Associazione “Professione in Famiglia”

La notizia apparsa sui giornali di oggi a Bologna, secondo cui l’Ispettorato del Lavoro ha scoperto un traffico di 165 badanti irregolari e 200 infermieri inviati presso strutture ospedaliere della Regione, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che denota un generale disinteresse nel governare il fenomeno dell’assistenza alla persona.
Da un anno a questa parte l’Associazione Professione in Famiglia e l’AGCI hanno denunciato il fenomeno del lavoro nero e del caporalato nelle strutture ospedaliere proponendo, alle medesime, l’adozione di strumenti di controllo dei flussi di personale negli orari extra visite.
La prima esperienza concreta è stata fatta a Piacenza con il risultato di aver stroncato qualsiasi forma irregolare di assistenza notturna dei reparti.
Secondo un censimento svolto su Roma, risultano esserci 28.000 posti letto, con la presenza di assistenza notturna che si aggira intorno al 15% e di questo, il 30% viene fornito da personale non familiare. Fatti i conti e distribuiti nell’intero anno arriviamo a 500.000 giornate di assistenza. Un business che se non governato genera solo malaffare.
Le famiglie, ignare dei rischi e del sistema malavitoso nascosto, possono essere involontariamente coinvolte nella truffa perché formalmente sono gli acquirenti finali del servizio e, ad essere colpite, sono anche quelle cooperative sociali che, fornendo questi servizi con gli operatori d’aiuto e rispettando le norme di legge e di contratto, subiscono il dumping sociale. “Sono convinto che – dichiara Bruno Perin – le stesse lavoratrici, vittime del caporalato, mettano in tasca un misera parte di quanto pagato dalla famiglia”.
“I fatti di Bologna – continua il Vicepresidente dell’Associazione Professione in Famiglia” – possono essere facilmente generalizzabili su tutto il territorio nazionale. E’ quindi indispensabile che le ASL e le Regioni decidano di affrontare il tema in modo serio e definitivo. Alla politica nazionale chiediamo che il costo dell’assistenza di ausilio fornito da badanti o da operatori d’aiuto possa essere portato interamente in detrazione fiscale. Unico modo concreto per combattere definitivamente il lavoro nero nel settore”.