Prevenzione del tumore al seno a Napoli: ad aprile, l’ALTS promuove il progetto Rete Salute Donna con visite gratuite e supporto psicologico. Intervista a Nunzia Nappo

NAPOLI – A pochi minuti dalla stazione centrale di Napoli, ad uno schioppo dalla city, di fronte allo storico ateneo Federico II, in un palazzo antico ma signorile, ha sede l’Associazione per la Lotta ai Tumori al Seno (ALTS). È al civico 35 del Corso Umberto I la sede dell’associazione di volontariato presieduta da Vincenzo Uccello, medico specializzato nella chirurgia oncologica e senologica. Non è solo la sede dell’ALTS, ma è, soprattutto, la casa per tutte quelle donne che già lottano, con insperata tenacia e umana fragilità, contro un tumore alla mammella o che, consce dell’importanza di uno stile di vita sano, desiderano più informazioni in tema di prevenzione.

373.300 è la cifra di nuovi casi di tumore, per il 2018, stimata nel censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM, dell’Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM, di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), presentato, lo scorso autunno a Roma, dalla Ministra della Salute Giulia Grillo. Di questi nuovi casi, oltre il 14%, ovvero 52.800, riguardano le diagnosi di cancro al seno.

Secondo gli studi, riproposti nel lavoro epidemiologico, le donne sopra i 50 anni d’età hanno un maggior rischio di sviluppare un tumore mammario; tra gli altri fattori di rischio sono stati identificati quelli legati a fattori riproduttivi – come può essere un menarca precoce e una menopausa tardiva, la nulliparità o una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni –, fattori ormonali – quale può essere la terapia ormonale sostitutiva assunta durante la menopausa –, fattori dietetici e metabolici – come l’elevato consumo di alcool e di grassi animali e una scarsa alimentazione a base di fibre vegetali –.

Conoscere i fattori di rischio e le possibili azioni preventive è uno degli scopi che, dal 1986 – anno della sua fondazione – ALTS si prefigge di perseguire, insieme con l’organizzare e il promuovere iniziative volte all’assistenza e alla riabilitazione psico-fisica e sociale delle donne con un tumore mammario.

Infatti, come per qualsiasi neoplasia maligna, prevenzione e diagnosi precoce camminano a braccetto, con l’intento di rendere le terapie chirurgica e farmacologica più efficaci possibili. Sebbene il cancro al seno risulti essere, nelle donne, la prima causa di morte tra le patologie oncologiche, grazie alla precocità della diagnosi e al progresso medico-scientifico nel suo trattamento, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’87%, a 10 anni è dell’80%. Numeri alti, considerando la tipologia della malattia, che, purtroppo, in molti casi, viene individuata quando è già metastatica. Lo screening con una mammografia biennale, nelle donne fra i 50 e 69 anni di età, perciò, risulta essere il miglior alleato per la salute femminile, che, però, non impedisce lo sviluppo della neoplasia ma la diagnostica tempestivamente. Benché possa apparire poco lungimirante agli occhi dei non esperti, allargare la fascia di età delle donne che possono sottoporsi gratuitamente allo screening al seno non ha attualmente basi statistiche che dimostrino la riduzione della mortalità prima dei 50 anni e dopo i 69 anni. Va specificato, tuttavia, che molte regioni, fra cui la Campania – come riporta il sito dedicato agli screening al seno, all’utero e al colon-retto –, per le cittadine afferenti ai distretti sanitari napoletani e casertani, ha anticipato di 5 anni la possibilità di sottoporsi, a carico del Sistema Sanitario Regionale, alla mammografia ogni due anni.

Prevenzione, insomma, è la parola d’ordine dell’impegno dell’Associazione Italiana per la Lotta ai Tumori al Seno, che ripropone, anche quest’anno, nel mese di aprile, il progetto Rete Salute Donna, un insieme di eventi di ascolto, accoglienza, informazione, supporto e consulenza dedicato alle donne e ai loro familiari, che si svolgeranno a Napoli, in più luoghi, secondo il calendario riportato alla fine dell’articolo.

Il progetto, come ricorda lo stesso titolo, è realizzato in rete con altri gruppi di volontariato ed è stato possibile grazie al contributo della Fondazione con il Sud. In due anni di attivazione, ha incontrato centinaia di donne, in territori a rischio, che hanno beneficiato sia di visite senologiche gratuite eco-guidate e di supporto psicologico sia di informazioni aggiornate sull’importanza della prevenzione primaria e secondaria.

Per conoscere meglio le attività associative, per comprendere dove sta andando la ricerca in campo onco-senologico e come affrontare il lungo percorso di cura, il nostro giornale ha intervistato Nunzia Nappo, volontaria e coordinatrice scientifica dell’Associazione Italiana per la Lotta ai Tumori al Seno. Nappo è anche ricercatrice di Economia Politica all’Università Federico II e autrice di pubblicazioni sul tema del volontariato.

Si ha paura di pronunciare le parole tumore o cancro. Spesso per una sorta di sillogismo: malattia/morte. In questi anni di attivismo associativo, quante donne spaventate dal sospetto di avere un cancro o dalla diagnosi certa ha incontrato?

Presso l’ALTS sono attivi ambulatori di prevenzione dei tumori del seno settimanali, spesso questi ambulatori rientrano in progetti orientati ad un target preciso di popolazione femminile. Le donne con cui interagisco sono tante e spesso si tratta di donne meno fortunate per disagio economico e per livello di istruzione. Al sospetto di avere un cancro si associa quasi sempre la paura di ricevere una diagnosi positiva e spesso accade che questa paura porti la donna a non affrontare, a rimandare quanto più possibile la visita. E questo accade in modo trasversale a prescindere dal livello culturale. Purtroppo le donne spaventate sono tante e sono sempre più numerose. La numerosità dipende anche dal fatto che, trattandosi di visite gratuite, quasi sempre si tratta di donne con scarse risorse economiche che hanno rimandato il controllo e quindi arrivano “tardi”. 

Il cancro al seno fa davvero ancora paura? A che punto sono la ricerca nel campo, la diagnosi e il trattamento?

Gli avanzamenti compiuti e le moderne acquisizioni della ricerca hanno sensibilmente modificato il livello di conoscenza dei fenomeni biologici dei tumori della mammella, questo ci consente di non aver più paura, almeno come prima, del cancro al seno. Tuttavia è fondamentale, ai fini della guaribilità dalla malattia, la diagnosi precoce. Una lesione allo stadio iniziale consente di salvare la vita della donna. Ormai, i protocolli sono uniformi e di avanguardia, quindi è improbabile che una donna non riceva un trattamento adeguato. Eppure quello che, in qualità di moglie di un medico senologo, non mi stanco mai di dire alle donne di fare i controlli e di rivolgersi sempre ai centri accreditati.

L’ALTS, da quasi 33 anni, si pone gli obiettivi di orientare le donne a farsi carico della propria salute, di sensibilizzare all’importanza della prevenzione, di diffondere le possibilità di cura, di assistere le pazienti a livello psico-fisico. Ci fa un breve excursus di questi anni delle attività dell’associazione?

L’ALTS è nata per tre buone ragioni:

La prima è stata la rilevanza epidemiologica e sociale dei tumori del seno tra le donne. Nel nostro Paese si registra un numero crescente di casi per anno. Nel 2018, oltre 50.000 sono stati i nuovi casi di malattia e 350.000 sono state le donne coinvolte in protocolli di cura.

La seconda è la disponibilità esistente oggi di una enorme numerosità di dati proveniente dalla ricerca clinica e sperimentale trasferibili in indicazioni e consigli utili nella vita quotidiana. Va detto che troppo spesso si diffonde una rischiosa disinformazione con notizie non sempre certificate e comprensibili. Nella lotta ai tumori del seno “la conoscenza” e il “fattore tempo” rappresentano strategie vincenti.

La terza ragione è la consapevolezza che oggi i tempi sono maturi per creare una nuova cultura sui grandi temi della salute a dimensione donna, coinvolgendo non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche quanti direttamente motivati a collaborare agli scopi dell’Associazione.

Caduta dei capelli e delle sopracciglia, dimagrimento, esportazione parziale o totale della mammella, chemioterapie, radioterapie. La donna ha molta paura delle conseguenze. Rispetto alla gestione degli effetti collaterali delle terapie, soprattutto estetici, qual è la posizione dell’Associazione? Quali sono le possibilità di cui possono beneficiare le pazienti malate di cancro al seno per affrontare queste conseguenze?

Non è facile affrontare la malattia e tutto ciò che ne deriva; si tratta di uno sconvolgimento esistenziale che interessa la donna e investe la famiglia. Il supporto psicologico è il primo strumento che l’ALTS mette a disposizione delle donne per aiutarle a vivere e a superare questa fase della vita. Siamo, poi, coadiuvati da un team di nutrizionisti, esperti di terapia del dolore ed altri specialisti che aiutano la donna a gestire a 360 gradi ogni effetto collaterale delle terapie. Accompagniamo la donna anche sostenendola nel suo essere donna grazie alla collaborazione di esperti visagisti e parrucchieri. La malattia crea anche un disagio estetico e non sempre si hanno gli strumenti per superarlo, per questo motivo presso la nostra sede si tengono anche laboratori di trucco e di estetica. Sono momenti in cui la donna, con la complicità di esperti motivati e altamente qualificati, ritrova la sua femminilità e guadagna forza per guardare avanti.

La lotta contro una malattia neoplastica richiede un sostegno psicologico nel tempo. Ad aprile, in più giorni, presso la vostra sede, ci sarà lo “Sportello di Accoglienza e di supporto psicologico”. È attivo anche durante l’anno?

Come dicevo è sempre possibile ricevere supporto psicologico presso la nostra sede o presso la sede di associazioni con cui collaboriamo. Inoltre, supportiamo le donne anche con laboratori di arte-terapia, teatro-terapia e yoga. Tutte attività che restituiscono alle partecipanti un importante supporto psicologico.

Ci dia tre buoni motivi per sostenere, da volontario o da donatore, l’ALTS.

La sensazione più entusiasmante che si riceve in ALTS è il coraggio delle donne. La loro propensione al dono, come energia esistenziale. Le potrei dire che oggi più che mai l’Associazione sostiene le donne nel loro diritto alla salute. Questo mi pare un primo buon motivo.

Un secondo motivo è che tante donne se non si fossero visitate presso i nostri ambulatori forse non lo avrebbero mai fatto con conseguenze devastanti per la loro vita.

Un terzo motivo è che aiutare gli altri fa bene anche alla propria salute, è estremamente gratificante. Sono certa di poter affermare che, da quando collaboro con l’ALTS, la mia vita si è molto arricchita di relazioni belle che mi riempiono di gioia. 

Calendario attività:

01/04 Evento “Informazione Seno”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 09.00 – 11.00

01/04 Ambulatorio di “Consulenza e Prevenzione”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 11.30 – 14.30

05/04 Sportello di “Accoglienza e di supporto psicologico”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 10.30 – 12.30

09/04 Ambulatorio di “Consulenza e Prevenzione”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 10.30 – 13.30

12/04 Sportello di “Accoglienza e di supporto psicologico”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 10.30 – 12.30

16/04 Visite a bordo del Camper Donna

Via Argine ,929 – Napoli h 10.00 – 14.00

16/04 Sportello di “Accoglienza e di supporto psicologico”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 11.30 – 13.30

30/04 Visite a bordo del Camper Donna

Piazza Trieste e Trento (Ansa San Carlo) – Napoli h 10.00 – 14.00

30/04 Sportello di “Accoglienza e di supporto psicologico”

Sede Associazione ALTS – Corso Umberto I, 35 – Napoli h 10.30 – 12.30

Per maggiori informazioni sul progetto

081 – 5511045

info@alts.it

www.alts.it