Via della Seta | Firmati 29 accordi commerciali ed istituzionali tra Italia e Cina

Con la firma del Memorandum of Understanding tra Italia e Cina, sono stati sottoscritti 29 intese consistenti in 10 accordi commerciali e finanziari più 19 intese istituzionali tra ministeri gemelli. ‘’Trattasi di accordi per 2.5 miliardi di euro con potenziale di 20’’, ha dichiarato soddisfatto il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Sul fronte economico Cassa depositi e prestiti (CDP) e Bank of China Limited (BOC) hanno siglato un accordo di collaborazione strategico per supportare la crescita delle aziende italiane nel mercato cinese, con un piano di emissioni di Panda bond da 5 miliardi di Renminbi per finanziare lo sviluppo delle aziende italiane in Cina e un accordo per il co-finanziamento di imprese italiane da 4 miliardi di Renminbi.  Per quanto riguarda la portualità il colosso cinese della logistica CCCC (China Comunications Construction Company) ha siglato due accordi di cooperazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale-Porti di Trieste e Monfalcone con investimenti nella gestione delle banchine e con un intervento sul nodo ferroviario triestino con l’Autorità portuale che potrà partecipare ai progetti di CCCC in Slovacchia. L’altro accordo è per il porto di Genova con il Commissario Straordinario per la Ricostruzione di Genova e  l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.  Gli accordi tra imprese riguardano anche la fornitura di turbine di Ansaldo Energia a China United Gas Turbine Technology, un contratto tra Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. e China CAMC Engineering Co per l’installazione di un complesso siderurgico integrato in Azerbaijan, un’intesa di cooperazione strategica tra Agenzia ICE e Suning.com Group per la realizzazione di una piattaforma integrata di promozione dello stile di vita italiano in Cina, con l’accesso dei prodotti e dei marchi italiani alle piattaforme di e-commerce cinesi. Tra i punti del Memorandum è previsto anche un approfondimento delle relazioni tra i due Paesi in materia di telecomunicazione senza però richiamare al 5G, tecnologia in cui il colosso cinese Huawei è all’avanguardia. L’intento del governo italiano è quello di colmare il deficit commerciale dell’Italia nei confronti di Pechino che ammonta ad un saldo negativo di 14.7 miliardi di euro considerando l’anno 2017, in cambio della condivisione del know-how italiano e del risultato politico dell’adesione di un Paese del G7 ad aderire alla Belt and Road Initiative, a cui mancava l’accesso alla direttrice Sud del Vecchio Continente.

Firmati anche 19 accordi istituzionali che prevedono collaborazioni in materia di start-up, e-commerce ma anche un’uniformità di standard in materia fito-sanitarie per ciò che riguarda ad esempio l’export di agrumi (intesa firmata dal Ministro dell’Agricoltura Centinaio). Promossa inoltre la connettività people-people con un rafforzamento delle cooperazioni di tipo culturale e turistico. Dal punto di vista della fiscalità Italia e Cina hanno raggiunto un accordo per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali. Il Memorandum of Understanding è stato firmato richiamando all’Accordo di Cooperazione Cina-Ue 2020 e la piattaforma comunitaria di Connettività Europa-Asia.