Trivelle sì… trivelle no…

Per Giovanni Schiavone, Vicepresidente AGCI, presente alla manifestazione di Ravenna: “La Sospensione dell’attività delle trivelle costituisce un grave danno per l’economia e i lavoratori”

Bandiere e caschi gialli, simboli dei Sindacati e dei lavoratori, hanno presenziato Piazza del Popolo, a Ravenna, per dire no al paventato emendamento (DL Semplificazioni) che il Governo pare sia intenzionato a licenziare e che, se approvato, sospenderebbe i permessi di prospezione, ricerca di giacimenti di estrazione del gas e sancirebbe la soppressione dell’upstream come “attività di pubblica utilità”.

L’Emilia Romagna rappresenta il distretto nazionale più importante di oil&gas che da decenni contribuisce all’economia del territorio e allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

E’ il punto di riferimento italiano con circa mille aziende, 10.000 addetti, generando indotti per oltre 100.000 lavoratori.

Sospendere le attività di prospezione, ricerca ed estrazione del gas significherebbe, dunque, mettere in ginocchio questo riconosciuto polo industriale ma, ancor di più, lasciare a casa decine di migliaia di lavoratori.

Anche l’AGCI ha voluto partecipare alla manifestazione con la presenza del Vicepresidente Nazionale Giovanni Schiavone, accompagnato dal Consigliere regionale di AGCI Emilia Romagna Alessandro Brunelli.

Per Giovanni Schiavone: “La partecipazione della nostra Associazione è importante perché è a difesa dell’occupazione e dell’imprenditoria. AGCI intende solidarizzare con gli operai che potrebbero perdere il lavoro”.

“Noi riteniamo – continua Schiavone – che la minaccia rappresentata dalla paventava sospensione delle attività delle Trivelle, se non arrestata in tempo, diventerà un grosso danno per il Polo Ravennate e per l’economia di tutto il territorio, costituirà anche un pericolo per migliaia di lavoratori, per l’intero indotto e per tutti gli altri territori italiani interessati da tali attività”.

“Noi, quindi, chiediamo di usare il buon senso e di evitare che, in questa fase di traghettamento verso le Energie rinnovabili, si sospendano le attività estrattive nella consapevolezza, però, che queste debbano continuare ad essere svolte con il massimo delle tecnologie moderne e nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale”.