Via della Seta, Nicastri (Aidr): l’evento organizzato dalla Link Campus University, a margine della visita del Presidente cinese Xi Jinping a Roma, conferma la volontà italo-cinese di proseguire la cooperazione scientifico-tecnologico

Il ritorno di Xi Jinping a Roma, questa volta nella veste di Presidente cinese, si colloca in un contesto di rapporti bilaterali in continua crescita nel tempo nell’ambito del partenariato strategico italo-cinese sottoscritto il 5 ottobre del 1978.
Già nel 2011, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Xi Jinping, all’epoca Vice Presidente cinese, giunse in Italia per incontrare il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio dei Ministri. Fu, altresì, l’occasione, per firmare 14 intese commerciali per un valore complessivo di circa 3 miliardi di Euro.
Gli incontri istituzionali del prossimo 21 marzo, che Xi Jinping terrà con le massime cariche dello Stato Italiano, saranno un momento estremamente importante per rafforzare ulteriormente i rapporti economici e politici bilaterali, ma anche l’occasione per cogliere alcune opportunità concrete per il nostro Paese in uno dei settori più importanti per la crescita e la competitività, quello della trasformazione digitale. Già nel 2010 un risultato premiante in tale settore fu il Memorandum d’intesa, sottoscritto tra i due Stati, per l’istituzione di tre centri congiunti di ricerca per l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’e-governement, attualmente promosso dalla Città della Scienza di Napoli.
L’evento organizzato dalla Link Campus University, al quale prenderà parte anche l’Aidr con i suoi partner, sarà un incontro importante per cogliere opportunità concrete per le aziende e professionisti italiani in un mercato, quello cinese, con una notevole disponibilità finanziaria e pronto a sostenere progetti di ricerca e innovazione tecnologica. L’Italia è già presente nel mercato cinese con le grandi e medie aziende, ma dobbiamo sfruttare questo momento – conclude Nicastri – per aiutare anche i nostri imprenditori più piccoli e con scarsa forza finanziaria, ma con alto contenuto innovativo, a penetrare nel mercato cinese e trovare partnership, proteggendoli dal rischio di essere fagocitati o copiati.