Comune di Napoli | Approvata delibera per anticipazione di liquidità da parte di Cassa Depositi e Prestiti

NAPOLI – Il Consiglio comunale ha approvato la delibera proposta dall’assessore Panini per il ricorso all’anticipazione di liquidità da parte della Cassa Depositi e Prestiti come previsto dalla Legge di Bilancio dello Stato. Delibera approvata all’unanimità dei presenti dopo che le opposizioni hanno lasciato l’Aula.

La delibera consentirà l’estinzione dell’esposizione debitoria fino al giugno del 2019”, ha proseguito l’assessore; ricorrendo all’anticipazione di liquidità, quantificata dal lavoro degli uffici in 200 milioni e 200mila euro, entreranno nelle casse comunali risorse che dovranno essere restituite alla fine del 2019 ad un tasso inferiore rispetto a quello che il Comune avrebbe pagato ricorrendo all’anticipazione di Tesoreria, con un effetto di stimolo per lo sviluppo dell’economia. 14mila sono le fatture immesse nel sistema del ministero dell’Economia e delle Finanze; tra i creditori, avranno beneficio dall’anticipazione anche le partecipate comunali, a partire da Napoli Servizi. La restituzione dell’anticipazione avverrà grazie alle operazioni messe in campo con la manovra 2018 con gli avvisi Tari e con la vendita di immobili per i quali ci sono già, al 2019, gli atti, ha concluso l’assessore, anticipando che Cassa Depositi e Prestiti ha già svolto una verifica operativa in fase di istruttoria tecnica e ha considerato giustificata, ammissibile e documentata la richiesta del Comune.

L’assessore Panini ha risposto ai temi del dibattito chiarendo che ”il 28 febbraio era data tassativa per l’invio della comunicazione del Sindaco sulle fatture che il Comune si impegna a pagare; che la procedura è stata concordata minuto per minuto con Cassa Depositi e Prestiti; che la domanda inviata è stata già istruita con parere favorevole dalla Cassa; inoltre, l’entità dell’anticipazione richiesta unifica nord e sud del Paese, e la richiesta della cifra è commisurata alla restituzione che avverrà senza dover tagliare altre risorse; si tratta di una anticipazione a breve, non di un debito, né va dimenticato che, sulle partecipate, in particolare su Anm, il Comune paga il doppio della cifra alla quale il Comune avrebbe diritto. La sentenza della Corte costituzionale sul debito riversato sulle future generazioni non si applica al Comune di Napoli che non ha fatto ricorso al comma della legge di Bilancio dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Quanto alle partecipate, siamo nelle condizioni di proporre, per Napoli Servizi, un contratto pluriennale, superando la proroga di un anno, mettendola in sicurezza”. Ha concluso ringraziando gli uffici e chiarendo che si tratta di uno strumento finanziario sostitutivo con costi di interessi bassi, inferiori a quelli concessi dal Tesoriere, e che, le fatture sono state individuate scorrendo il “cronologico” nel quale ci sono 142 fatture di Napoli Servizi per 13 milioni, 12 di Napoli Sociale per oltre 6 milioni, 14 di Asìa per 6 milioni, 6877 fatture di Abc per 18 milioni, 3 di Anm per 47mila euro.