Macron da Fazio, lezione di destabilizzazione di una nazione sovrana in prima serata sulla Rai

Come alimentare il clima di tensione in Italia grazie ai consigli di Emmanuel Macron. Quando si cerca di creare una ricetta per sollevare le sorti politiche della sinistra italiana, è meglio affidarsi a chi, da queste parta del traforo, viene visto come un modello da seguire e da perseguire. Per esperienza diretta, avendo preso parte a Parigi all’Acte 12 della protesta francese, ho avuto modo di comprendere la collera della working class nei confronti del proprio presidente. Argomento spinoso che non sfiora minimamente il nostro ‘vomitevole’ paese, anche se chi protesta in Francia, viene brutalmente malmenato dalla Gendarmerie. Sono ormai quattro mesi che oltralpe nei week end si respira aria di guerra civile, i gilet gialli da sedici settimane assediano i centri delle maggiori città transalpine protestando contro il caro vita frutto delle politiche del presidente Macron. “Pas mal”, un modello niente male, che di certo sta dando i propri frutti in particolar modo sotto l’aspetto dell’instabilità, soprattutto quella sociale. E se si chiedesse all’ospite intervistato da Fabio Fazio la ricetta segreta per ripristinare lo status quo e per spingere l’Italia nuovamente verso politiche più morbide nei confronti della comunità europea? Specialmente in chiave economica e in materia d’immigrazione, dove per stessa ammissione di Macron l’Italia è stata lasciata sola a gestire la crisi umanitaria dei flussi migratori dopo la caduta di Gheddafi. Il fenomeno migratorio è difficilmente controllabile, anche quando si è responsabili di affamare gli stati africani sotto la propria influenza politico-economico. Anche il tempo è tiranno, per questo, meglio glissare sugli aspetti concernenti l’ascendente che la grandeur ha nelle ex colonie africane, meglio parlare di Stendhal, di Napoli e di Eduardo de Filippo. Facendo le debite proporzioni, sarebbe come chiedere al Presidente Kim Jong Hun di tenere degli incontri rieducativi in materia di diritti umani. Sebbene il risultato delle urne di un anno fa, in Italia abbia posto in carica un governo frutto di un contratto Giallo-Verde che ha generato non poche sfumature di grigio, l’accordo tra le due forze politiche resta ben saldo in chiave di politica economica e in quello in materia d’immigrazione. Adesso, come nelle migliori competizioni canore nostrane, dopo l’esibizione del presidente francese, la giuria tecnica cercherà d’influenzare le scelte politiche del pubblico da casa, nell’attesa dell’ospitata del Presidente Conte sulle reti della France Télévisions. È ormai dato acclarato che, oggi, la sovranità appartiene al popolo ma esso è obbligato ad esercitarla nei limiti dell’interesse delle élite, è giusto modificare quel vecchio detto: “in politica, in guerra e prima del silenzio elettorale pre-elettorale di Maggio, tutto è lecito”.