Babygang | Gaeta contro Cantalamessa: ”Sconcerto per la proposta leghista di abbassamento dell’età imputabile”

“Quando si parla soprattutto di ragazzi non si può parlare solo di repressione” è il commento dell’Assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta, alla luce della proposta di legge depositata dal coordinatore leghista in Campania Gianluca Cantalamessa per abbassare l’età imputabile a 12 anni.

“Lascia sconcertati la proposta del deputato – continua l’Assessore- per un minore che delinque bisogna ragionare in termini di giustizia riparativa, non punitiva, al fine di superare il vuoto educativo del contesto socioambientale in cui è cresciuto fino a quel momento.
In questo senso, la proposta di Cantalamessa non risponde ai bisogni dei ragazzi, ma è distruttiva della vita degli stessi: in altre parole, va contro l’interesse del minore sancito dall’articolo 3 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

La proposta leghista propone di abbassare il limite di imputabilità da 14 a 12 anni. Si tratta di una proposta di legge volta a contrastare il fenomeno delle baby gang. Secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza fanno parte di baby gang il 6.5% degli adolescenti. Fenomeno a cui aggiunge l’aumento della devianza giovanile in età sempre più precoce con atti di stupro e  bullismo di cui sono piene le nostre cronache. 

“Sia chiaro – precisa la Gaeta – questo non significa “fare sconti” a chi delinque ma, piuttosto, lavorare in direzione del recupero della vita civile e sociale; rispondere ai bisogni educativi, esistenziali, familiari del minore, che sono specchio di una carenza del mondo degli adulti di riferimento. Invece di punire e attuare soluzioni dannose, bisogna capire perchè accadono gli episodi di violenza ed intervenire in modo integrato, migliorando le maglie della rete sociale, territoriale e familiare che gravita attorno la vita del minore”.

“A Napoli – conclude l’Assessore- ci muoviamo da tempo in questa direzione, togliendo ragazzi dalle strade in modo proattivo: li coinvolgiamo in progetti di partecipazione sociale come i laboratori di educativa territoriale e i progetti per adolescenti, in cui loro hanno un luogo dove stare, relazionarsi, crescere in serenità.
Più che disegni di legge punitivi e securitari, si ascoltino i bisogni dei territori e le buoni prassi delle comunità locali già attive per sottrarre alla criminalità e alla devianza il maggior numero di adolescenti.
Se il Parlamento ha intenzione di porre in essere interventi forti e significativi rivitalizzi provvedendo a finanziare congruamente leggi importanti come la 285/97 per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza che ha segnato e può segnare ancora uno spartiacque negli interventi socio educativi per infanzia e adolescenza”