Centro Studi P. Golia | Convegno ”Diritto a non emigrare. Neocolonialismo Francese e questione africana”

Si è tenuta presso il Centro Studi Pietro Golia una convegno sul tema dell’immigrazione intitolata ‘’Diritto a non emigrare. Neocolonialismo francese e questione africana’’ che ha visto partecipare giornalisti e dirigenti politici locali e nazionali. L’evento moderato dal dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Dario Renzullo, ha visto partecipare il giornalista Alessandro Sansoni (direttore di Cultura e Identità), Paolo Diop (responsabile nazionale immigrazione Fdi), Nicholas Esposito (coordinatore Lega giovani della Campania), Fabio D’Ago (blogger indipendente), Pietro Diodato (Fdi) e l’avv. Carmine Ippolito (responsabile dipartimento giustizia Fdi di Napoli).  Nel suo intervento Paolo Diop ha sottolineato il potere di tipo coloniale di cui ancora gode la Francia in Africa occidentale tramite il franco CFA che lega ancora le ex colonie al potere di Parigi. Diop ha spiegato che ‘’la valuta è ancorata all’euro secondo una parità fissa decisa dalla Francia. In cambio, i Paesi che l’adottano sono costretti a depositare il 50% delle loro riserve valutarie presso il Tesoro di Parigi’’.  Il giornalista Alessandro Sansoni ha rimarcato la differenza tra profugo e migrante economico con quest’ultimo divenuto strumento di dumping sociale per svolgere lavori più umili ad un salario più basso. ‘’La messa in discussione dell’UE è stata più forte sulla crisi migratoria che su quella economica’’ ha affermato Sansoni il quale ha sottolineato la necessità da parte dei politici di formulare un approccio preciso sull’immigrazione che sia ‘’o assimilazionista come quello francese, sul rispetto delle regole della Republique laica, o comunitarista sul modello inglese, concedendo alle comunità straniere maggior autonomia.’’ Fabio D’Ago ha sottolineato come l’immigrazione si inserisca in un’agenda transnazionale anti-italiana mentre Pietro Diodato ha analizzato le cause geopolitiche dei flussi migratori. Nicholas Esposito della Lega ha rimarcato la differenza di orientamenti della Chiesa Cattolica nello specifico tra l’attuale pontificato di Papa Francesco e quello precedente di Benedetto XVI il quale affermava “Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”.  L’esponente della Lega ha auspicato una maggiore responsabilizzazione dei governi africani nell’allocazione degli aiuti europei ed ha inoltre rivendicato i risultati delle politiche adottate dal Ministro dell’Interno Salvini con il crollo del numero degli sbarchi e i corridoi umanitari frutto di accordi bilaterali. L’avvocato Ippolito ha lanciato una proposta precisa sul come affrontare questo fenomeno globale: ‘’Uno Stato che non può nemmeno tutelare gli ingressi sul proprio territorio ha rinunciato ad essere tale. Nei consessi internazionali i governi sono ancora chiamati a discutere del Global Compact, un accordo internazionale che mira a riconoscere il valore sociale dell’apporto che danno gli immigrati. Ciò significa che l’immigrazione e l’emigrazione non sono più un diritto ma un dovere. Dovremmo valutare il diritto a non emigrare in forma operativa con un anti-Global Compact, un Patriot Compact, un accordo di patrie.’’

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