Bullismo e cyberbullismo | Intervista alla dott.ssa Virginia Ciaravolo

Dalla pagina facebook di Virginia Ciaravolo

Bullismo e cyberbullismo rappresentano due emergenze sociali che caratterizzano il nostro tempo e che toccano da vicino le vite di giovani e giovanissimi con ricadute spesso tragiche sugli stessi e sulla serenità delle loro famiglie.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Virginia Ciaravolo, psicoterapeuta e criminologa, presidente della associazione “Mai piu’ violenza infinita  ONLUS”, nonchè esperta di violenza di genere e abusi sui minori.

Dott.ssa Ciaravolo il bullismo è una delle piaghe sociali che attanaglia i ragazzi più deboli del nostro tempo. Come lo si combatte il fenomeno?

Il bullismo, ricordiamo, è quel fenomeno di prepotenza tra pari e consiste in una forma reiterata di vittimizzazione. È di fondamentale importanza sottolineare, visto la confusione che si crea rispetto ad altri agiti, che vi sia all’interno del gruppo una relazione asimmetrica; inoltre l’azione deve essere intenzionale e persistente nel tempo. L’aggressione può’ essere fisica, verbale o psicologica. I piani di azione messi in campo oggi sono notevoli. Si è puntato soprattutto sulla prevenzione primaria. La scuola è stata investita come luogo per eccellenza per fare formazione ed informazione. E’ stato istituita la figura del referente bullismo. I danni psicologici relativi al protrarsi nel tempo degli agiti aggressivi sono massicci, in alcune regioni sono nati veri e propri centri di cura per questi ragazzi. Però, visto il susseguirsi di azioni aggressive da parte di adolescenti, occorre perfezionare ancor di più’ gli interventi.

Nell’era digitale assistiamo ad un altro tipo di fenomeno di violenza perpetrata ai danni di adolescenti, il cyberbullismo. Per quali caratteristiche si differenzia rispetto al primo?

Il cyberbullismo (bullismo online) ha le stesse caratteristiche del bullismo ma avviene in un contesto elettronico. Con l’era digitale la modalità’ di comunicazione da tradizionale è diventata virtuale. La differenza sta, e non è poco, nel fatto che con il bullismo il confronto è vis a vis,  nel cyberbullismo si cela dietro uno scherma. Inoltre nel bullismo gli spazi sono circoscritti, i tempi limitati, nel cyberbullismo le azioni violente possono accadere a qualsiasi ora del giorno e della notte in qualsiasi luogo. Nel bullismo parliamo di ripetizione, nel cyberbullismo di riproducibilità. Un video immesso in rete può’ essere riprodotto da numerosissime persone, amplificando l’azione ed il danno.

Dalla pagina facebook di Virginia Ciaravolo

Quali esperienze ha messo in campo personalmente che sono risultate efficaci nel contrasto di questi fenomeni?

Come l’associazione “Mai più violenza infinita  ONLUS”, di cui sono Presidente, ci occupiamo insieme alla violenza di genere (non dimentichiamo che il bullo, se non fermato, potrebbe poi tradursi in futuro in un uomo violento), di fenomeni devianti relativi ai minori. La nostra azione è prevalentemente di prevenzione e si esplica attraverso la creazione di progetti. Formiamo insegnanti, genitori e mediante convegni, congressi e giornate esperienziali andiamo nelle scuole italiane a parlare con i ragazzi. In questo nostro impegno siamo sempre affiancati da altri esperti, poiché crediamo nell’approccio multidisciplinare. Un nostro progetto Shine, nel 2014, presentato al Senato della Repubblica, ha ottenuto medaglia dal Presidente Mattarella per l’ alto contenuto di innovazione. Siamo stati i primi a paventare la possibilità di box/contenitori, dove i ragazzi in forma anonima potevano inserire le loro richieste di aiuto e le stesse venivano decodificate da esperti grafologi e psicologi per deliberarne il profilo. Siamo stati sempre i primi a riconoscere l’ importanza di avere nel team uno sportivo, che insegnasse ai bullizzati ad acquisire, tra le altre cose, una postura non passiva.

Il prossimo 18 febbraio parte a Formello un corso di formazione sui temi di cui abbiamo dibattuto sino ad ora, che vedrà coinvolti alunni, insegnanti e genitori. Ce ne parli.

Il 18 febbraio 2019 partiamo con una nuova sfida. L’educazione digitale e l’ uso consapevole di smartphone e derivati per i ragazzi. L’idea, sperimentata per la prima volta in Piemonte, è stata allargata ad un vero e proprio corso della durata di 20 ore. Grazie al comune di Formello che, attraverso il bilancio partecipato, ha individuato e votato questo progetto tra quelli realizzabili. Si deve quindi alla sensibilità del Sindaco,  della presidente con delega al bilancio dott.ssa Mazzoneschi, il fatto che questo progetto verrà sperimentato presso l’ istituto comprensivo Barbara Rizzo di Formello. Il gruppo lavoro è formato da professionisti che da anni si interfacciano con il fenomeno : abbiamo un esperto in informatica, il digital forensic prof. Sandro Salvati, la prof.ssa Maria Pia Cirolla referente bullismo e presidente di Asso. Noi diciamo no! ONLUS, infine la criminologa dott.ssa Antonella Cortese che avrà il compito di dipanare la questione rispetto a fenomeni quali : denigration, impersonation, exposure, trickery, exclusion, cyberstalking sexting ed altre modalità.  Personalmente invece avrò l’onere di chiarire il fenomeno in tutte le sfaccettature, provando a delineare i profili psicologici del bullo e del bullizzato. Il corso è dedicato ad insegnanti, genitori e studenti delle scuole medie che saranno accompagnati dal prof. Salvati ad un uso responsabile e consapevole del mezzo tecnologico. Al termine del corso, grazie ad un sistema informatico americano, gli studenti riceveranno sul loro cellulare un questionario di autovalutazione, se lo superano riceveranno un patentino che attesta le loro conoscenze in merito.

Cosa consiglierebbe di fare ad un ragazzo o ad una ragazza vittima di bullismo o che assiste in prima persona a fenomeni di cui sono vittima altri ragazzi?

La risposta può sembrare banale, ma come per tutti i reati ci rivolgiamo non solo al bullo, ma anche e soprattutto a chi assiste. Denunciare! Parlarne con un adulto di riferimento, rivolgersi ai genitori, fratelli maggiori, referenti bullismo, sportelli psicologici oggi presenti nei plessi scolastici.
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