Ridateci le elezioni dirette dei Consigli Provinciali

L’attacco alle Province iniziò con il tentativo del Governo Monti, poi bocciato dalla Corte Costituzionale per via di una di una violazione dell’art.133 della Costituzione Italiana.

L’art. 133 della C.I., infatti, sostiene che “il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione”.
Esemplificato, l’art. 133 della C.I. dice che per cancellare o modificare le Province occorre prima che i Comuni prendano l’iniziativa, poi la Regione dica la sua (senza, però, potersi opporre) per poi concludere l’iter attraverso una legge del Parlamento.
L’ex Premier Monti, invece, pretendeva all’epoca di fare tabula rasa delle Province, escludendo i Comuni dal loro diritto in violazione delle Costituzione.

La stessa sorte, però, non è toccata alla Riforma Del Rio (Legge 56/2014). La stessa, infatti, attualmente in vigore, prevede la modifica della normativa relativa al rinnovo delle cariche elettive ed ha di fatto cancellato il senso della rappresentanza riducendo ad un sistema chiuso il processo democratico per le elezioni del Presidente e dei Consiglieri Provinciali, lasciando però inalterati tutti i costi di gestione dell’Ente.

Oggi all’esame dell’aula di Palazzo Madama, abbiamo constatato che ci sono ben due disegni di legge che prevedono la reintroduzione delle elezioni dirette delle assemblee elettive delle Province e Città Metropolitane ed un disegno di legge costituzionale che addirittura prevede l’abolizione delle Città Metropolitane.

I due disegni di legge sono stati stata presentati, rispettivamente in data 12 aprile 2018, DDL S. 276, su iniziativa della Senatrice Valeria Valente del Partito Democratico e l’altro, il DDL S. 294, presentato in data 20 aprile 2018 su iniziativa del Senatore Massimiliano Romeo della Lega – Salvini Premier. Entrambi assegnati il giorno 26 giugno 2018 alla Prima Commissione Permanente (Affari Costituzionali) e con i pareri delle Commissioni di Giustizia (seconda), del Bilancio (quinta) e del Lavoro (undicesima).

Il Disegno di Legge Costituzionale n° 731, invece, presentato in data 31 luglio 2018 dalla Senatrice Anna Maria Bernini, appartenente al gruppo di Forza Italia – Berlusconi Presidente ed assegnato alla Prima Commissione Permanete (Affari Costituzionali), in sede referente il 13 novembre 2018 con parere della Commissione Bilancio (quinta), prevede l’abolizione delle Città Metropolitane in quanto, si legge nel testo, in questi anni ha provocato molta confusione ordinamentale ed una moltiplicazione di oneri tra le Province e le Città Metropolitane, oltre che di competenze, anche nell’effettiva realizzazione di risparmi previste ed anzi, dopo la bocciatura del referendum Costituzionale del 4 dicembre 2018, ha provocato un aggravio in termini di risorse ed organizzazione.

Analizzando tutto il percorso della Riforma Del Rio, a noi cittadini, che non ha portato alcun beneficio se non quello di sottrarci della possibilità di eleggere i nostri rappresentanti, non ci resta che augurarci, in primis, che vengano ripristinate le elezioni dirette di Presidenti e Consigliere Provinciali ma anche, per un giusto riordino di competenze e razionalizzazione di spese, la successiva abolizione delle Città Metropolitane.

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