Omicidio Jessica Faoro | La criminologa Cortese: investire su formazione dei giovani

“Il gup di Milano ha condannato, con rito abbreviato, all’ergastolo Alessandro Garlaschi, tranviere accusato dell’omicidio di Jessica Valentina Faoro. La 19enne, che era ospite nell’abitazione di Garlaschi nella sua abitazione di Milano, venne uccisa lo scorso febbraio con 85 coltellate. L’uomo poi diede fuoco al corpo della giovane e cercò di infilarlo in due borsoni. Il papà di Jessica ha dichiarato di non provare odio ma indifferenza per un “uomo inutile”, un “omuncolo”, aggiungendo “questa sentenza non mi ridara’ mia figlia, non mi ridara’ un futuro”. In queste parole del padre della giovane Jessica, brutalmente uccisa, colpiscono in modo particolare due affermazioni: “omuncolo” e “senza futuro””.

Cosi’ in una nota la criminologa Antonella Cortese, vicepresidente nazionale dell’Accademia italiana delle scienze di polizia investigativa e scientifica.

“Per sconfiggere il cancro sociale della violenza di genere bisogna investire sull’educazione dei giovani, crescere uomini consapevoli, non degli omuncoli o mezzi uomini che trovano nella violenza la loro sola affermazione che è repulsione per la vita stessa”, ha aggiunto la criminologa.

“Dobbiamo ridare ai giovani, alle donne, alla societa’ tutta una speranza di futuro. La societa’ sa tutto sulla violenza sulle donne o di certo ne sa abbastanza. E’ un po’ come quando si facevano le pubblicita’ istituzionali contro l’Aids ma non si diceva chiaramente di usare il preservativo. Ora e’ il momento di educare le nuove generazioni a un’affettività sana e di andare nelle scuole. Io, con Aispis, sto iniziando a farlo portando in giro, come fatto di recente, il nostro camper nelle principali piazze italiane, con cui promuoviamo un messaggio di educazione e, soprattutto, di prevenzione. Mai piu’ “omuncoli”. Partiamo dai giovani e salviamogli la vita”, ha concluso la Cortese.

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