Continuano le proteste dei Gilets Jaunes. Le contromisure di Macron

Pesante il bilancio del quarto fine settimana di protesta dei Gilets Jaunes1700 persone sono state fermate dalla Polizia di cui 1082 nella sola Parigi. Il ministro degli Interni Gerard Collomb ha schierato 89.000 poliziotti in tutta la Francia per evitare la creazione barricate e contenere eventuali violenze. Violenze che ci sono state nella Capitale ma sicuramente inferiori rispetto alle scorse settimane sia per il minor numero di manifestanti(125mila) sia per il miglior dispiegamento delle forze dell’ordine che non hanno esitato a usare gas lacrimogeni, proiettili di gomma, reparti della polizia a cavallo oltre che i blindati. Secondo il Ministro dell’Economia Bruno Le Maire, le proteste incideranno con un rallentamento dello 0.1% sul tasso di crescita del Pil.

Sul fronte politico, il Presidente Emmanuel Macron è passato dalla totale intransigenza nei confronti dei manifestanti alle prime contromisure fatte di dialogo e concessioni. Attraverso il primo ministo Edouard Philippe ha sospeso l’aumento del carburante previsto per l’inverno di 7.6 centesimi e di 6.5 centesimi nel gennaio 2019. Macron ha convocato per questa mattina un tavolo di concertazione con gli alti rappresentanti del Parlamento e del mondo sindacale. Il Presidente alle 20.00 di questa sera annuncerà in un discorso televisivo alla nazione come intende rispondere alle rivendicazioni dei gilet. Il movimento, del tutto spontaneo, nasce per protestare contro gli aumenti del carburante, dovuti alla transizione ecologica programmata da Macron, ma anche contro l’alta pressione fiscale,  l’alto costo della vita e i tagli al welfare.  Intanto i rapporti tra Francia e Stati Uniti hanno toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni con il Presidente Trump che in un tweet ha apertamente attribuito le proteste agli Accordi di Parigi sul Clima.

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