Da Piazza del Popolo Matteo Salvini lancia la sfida all’Europa

Con la manifestazione dell’8 dicembre in Piazza del Popolo la Lega si è consacrata partito nazionale e con l’uomo forte al comando. I colori delle bandiere del nuovo universo leghista sono emblematiche di questa trasformazione: i tricolori italiani, il blu, nuovo colore del partito, le bandiere delle identità regionali ma anche le vecchie effigi indipendentiste del Sol delle Alpi fino a quelle estere di Russia ed Israele. La kermesse, che ha visto riuniti secondo gli organizzatori 80.000 persone, è stata caratterizzata sin da subito dal ricordo delle vittime della tragedia di Ancona della notte prima. “Oggi è un giornata di abbraccio e preghiera per stringersi attorno alle famiglie marchigiane che in queste ore stanno piangendo i propri figli’’, ha esordito sul palco, indossando una felpa delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, Matteo Salvini.

Il Capitano” – così come soprannominato dai suoi sostenitori – ha lasciato così spazio agli interventi dei ministri Bongiorno, Bussetti, Fontana e del sottosegretario Giorgetti per poi riprendere la parola sul palco alle 12.30. Preceduto dalle note di Vincerò (Nessun Dorma) della Turandot di Puccini, il leader leghista ha ringraziato i presenti e ed invitato sul palco i sindaci della Lega in quanto “parte migliore della politica, quella dell’ascolto’’.

Il discorso ha toni ecumenici ed è arricchito da riferimenti culturali e politici eterogenei. Critico nei confronti dei giornalisti nel momento in cui cita Martin Luther Kingper farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra. Basta dire quello che si pensa’’, maggiormente istituzionale nel momento in ha parlato della visione di futuro che deve avere la  Lega, che, citando Alcide De Gasperi, deve “guardare alla prossime generazioni e non alle prossime elezioni’’.

I riferimenti alla spiritualità e al cattolicesimo rientrano anche nella parte del discorso più d’attualità, quella su Europa e globalizzazione: “Nel giorno dedicato alla Vergine Maria, vi leggo queste righe del 5 ottobre 1982, di un uomo che parla di vocazione dell’Europa alla fraternità e alla solidarietà di tutti i popoli che la compongono dall’Atlantico agli Urali. Egli auspicava di veder nascere dalla varietà delle esperienze politiche nazionali una nuova comune civilizzazione europea e invitava l’Europa a comunicare questa speranza. Invitava coloro a cui si rivolgeva a rivelare l’Europa a se stessa, quella cementata dai valori del cristianesimo. Questo pericoloso populista era San Giovanni Paolo II’’. La citazione di Karol Wojtyla ha fatto da preludio ad un’aspra critica nei confronti dell’Unione Europea:”Se l’Europa è quella che si ferma allo spread, alla finanza, agli zerovirgola, è un’Europa destinata a fallire. Serve un’Europa che ritorni a lavorare, per la dignità dei cittadini“. Secondo il vice-premier in Europa “c’è bisogno di anima e identità che qualcuno ha perso in nome della globalizzazione. Ogni tanto ci richiamano ad essere rispettosi delle regole e dei trattati internazionali. Serve una nuova Ue fondata sul rispetto, il lavoro e il progresso. Come è possibile garantire quello che c’è scritto nei trattati sulla piena occupazione e la crescita sostenibile?“.

Nella seconda parte del discorso il leader del Carroccio ha evidenziato i risultati raggiunti finora dal governo giallo-blu, rimarcando quelli di matrice leghista, tra cui il calo degli sbarchi ‘”passati da 100.000 a 23.000’’ al Decreto Sicurezza che prevede “più soldi ai sindaci per assumere più vigili urbani e la pistola taser in dotazione alle forze dell’ordine. Nella vita reale non esistono gli abusivi che fanno concorrenza ai commercianti onesti, non esistono i parcheggiatori abusivi o chi ti chiede due euro mentre prendi il carrello della spesa’’. Risultati, che secondo Salvini, sono anche frutto dalla solidità del Governo: “Questo governo mantiene tutti i suoi impegni e dura 5 anni: sarà giudicato dal numero di culle che tornano a riempirsi in questo Paese, dal numero di bambini che nascono e tornano ad avere non un genitore 1 e 2 ma una mamma e un papà. Non farò mai saltare un governo che lavora per gli italiani, per un sondaggio“. L’assalto all’Europa della Lega e di Matteo Salvini, in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019, è ufficialmente cominciato.

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